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Corchiano – (sil.co.) – Ex prefetto a rischio processo per falso e abuso d’ufficio in seguito alla vicenda del riconteggio delle schede alle elezioni di Corchiano, sul caso interviene l’ex sindaco e all’epoca candidato primo cittadino Bengasi Battisti che la notte tra il 3 e il 4 ottobre 2021 chiese l’intervento di Giovanni Bruno.
Il prefetto Giovanni Bruno
“Ecco la verità documentata sulla richiesta di intervento del prefetto per riportare legalità nelle elezioni comunali di Corchiano – scrive in una nota – ecco la documentazione di quella elezione comunale del 2021”.
“Quel 3 ottobre 2021 – prosegue Bengasi Battisti – fui costretto a rivolgermi alla prefettura per gravi motivi di ordine pubblico in quanto una pressione violenta e illecita di facinorosi voleva impedire la normale funzione dei nostri rappresentanti di lista”.
“Ecco i fatti – dice l’ex sindaco – il presidente della I Sezione intendeva procedere alla proclamazione del sindaco nonostante dal verbale di scrutinio definitivo risultasse una chiara, evidente e incomprensibile inesattezza tra il numero di voti espressi e il numero di elettori, in particolare erano 3 le schede di differenza tra votanti maschi, femmine e voti espressi. Questo accadeva in una condizione dove due erano i voti di differenza tra i candidati sindaco”.
“Il presidente della I Sezione -spiega – intendeva sanare questa grave discrepanza con una nota che definiva la differenza ‘mero errore materiale’. Come mia abitudine sono sempre stato a debita distanza dai seggi, per il rispetto profondo che nutro verso gli elettori/cittadini”.
“Contattato telefonicamente da una nostra rappresentante di lista la quale mi riferiva, spaventata e turbata, di aggressioni verbali da parte di facinorosi che si erano illegalmente introdotti nell’area interna dell’edificio ospitante i seggi – sottolinea Battisti – ho ritenuto opportuno recarmi presso l’edificio scolastico per rendermi conto personalmente della situazione. Appena giunto sulla via di accesso alla scuola e a debita distanza dai seggi, accompagnato da altre due candidate, siamo stati aggrediti verbalmente con urla e minacce anche con la imbarazzante presenza di ‘personaggi inopportuni’ non elettori del nostro comune”.
“A quel punto ricevetti una ulteriore telefonata da parte di un nostro rappresentante di lista – racconta Bengasi Battisti -, il quale mi riferiva di una forte pressione da parte di persone non autorizzate che impediva la richiesta di riconteggio nonostante quella discrepanza di schede tra elettori e voti espressi. Come consigliere comunale, candidato sindaco e cittadino mi sono sentito in dovere di informare la prefettura quale istituzione deputata all’ordine pubblico”.
“Dopo poco – continua Battisti – il nostro rappresentante di lista mi informa della decisione di un riconteggio, dal quale emergerà addirittura un pareggio e non una vittoria e solo il giorno successivo si definirà la discrepanza tra elettori e voti espressi e voti espressi”, la conclusione.
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La documentazione diffusa da Bengasi Battisti
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