Vetralla – È stato condannato in primo grado a quattro anni e tre mesi di reclusione l’operaio romeno 54enne accusato da una connazionale sua ex di averla violentata nella sua abitazione di Vetralla il 29 agosto 2021, strappandole gli slip rosa mentre lei si stava rivestendo, avendogli detto no dopo un rapporto sessuale consenziente. L’uomo, difeso dagli avvocati Paolo Delle Monache e Simona Mancini, è stato inoltre condannato dal collegio presieduto dal giudice Daniela Rispoli anche a risarcire la vittima in sede civile.
Il sostituto procuratore Chiara Capezzuto
Il 54enne era imputato, oltre che di violenza sessuale aggravata, anche di lesioni per averle procurato una prognosi di dieci giorni refertata all’ospedale di Belcolle, di rapina per averle rubato 10 euro dalla borsa, di appropriazione indebita e danneggiamento aggravati per averle sottratto e distrutto alcuni monili che aveva addosso e due telefoni cellulari.
L’ultima teste della difesa, una vicina di casa anche lei romena, accompagnata in tribunale dai carabinieri, ha spiegato che la coppia non viveva più insieme ma che lei tornava spesso a casa di lui nel fine settimana, sostenendo che fosse spesso ubriaca e che quella potesse essere la causa dei frequenti litigi.
Il pubblico ministero Chiara Capezzuto, chiedendo la condanna a 4 anni e 3 mesi accordata dal collegio, ha sottolineato come la versione dell’imputato sugli slip rosa strappati trovati dai carabinieri durante il sopralluogo fosse “inverosimile” e come la parte civile sia stata coerente, ammettendo anche di avere avuto con l’imputato un precedente rapporto consenziente e sia stata successivamente abusata dopo avere detto no a un altro.
L’accusa ha inoltre sottolineato come effettivamente sia emerso che la donna in fuga, sia scappata dall’abitazione del suo aggressore perfino senza la borsa per fare in fretta. E come all’interno della casa siano stati ritrovati, oltre agli slip lacerati, anche i cellulari distrutti e i gioielli danneggiati che lui le aveva strappato di dosso con la forza.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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