Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tribunale - Secondo l'imputato si sarebbe trattato di un "incidente" durante un rapporto consensuale

Accusato di stupro dalla ex, cinquantenne incastrato da un paio di mutandine rosa strappate

Condividi la notizia:


Paolo Delle Monache

L’avvocato Paolo Delle Monache

Simona Mancini

L’avvocato Simona Mancini

Vetralla – (sil.co.) – In sospeso fino a dopo Capodanno il processo all’operaio 53enne d’origine romena di Vetralla che il 29 agosto 2021, nel giorno del suo compleanno, avrebbe invitato a pranzo e poi stuprato per gelosia del nuovo fidanzato la ex, una connazionale, con cui avrebbe avuto una relazione durata un paio di anni già chiusa in quella data.

Ieri il collegio ha fissato a gennaio l’udienza in cui sarà ascoltata l’ultima testimone, una connazionale citata dalla difesa, quindi, salvo imprevisti, si procederà alla discussione del processo, davanti ai giudici del tribunale di Viterbo che dovranno giudicare l’imputato, accusato di violenza sessuale.

La ex, a fine agosto di due anni fa, sarebbe venuta apposta a trovarlo dall’Umbria, dove fa la badante e dove si sarebbe rifatta una nuova vita. La donna si è costituita parte civile con un’avvocatessa di Spoleto.

A inchiodare l’imputato, secondo l’accusa, un paio di mutandine rosa che avrebbe strappato alla vittima, rinvenute dai carabinieri nella spazzatura al loro sopralluogo nell’abitazione dell’imputato, dove si sarebbe consumato il delitto. 

Il cinquantenne, difeso dagli avvocati Paolo Delle Monache e Simona Mancini, sostiene da sempre che si sia trattato di un rapporto sessuale consenziente. Fatto sta che la donna, affidata dai carabinieri alle cure dei sanitari di Belcolle, è stata giudicata guaribile in dieci giorni.

In base a quanto raccontato in aula dalla parte offesa nella primavera del 2022, sollecitata a entrare nei particolari dalla difesa dell’imputato, sembra che quel giorno avessero bevuto entrambi parecchio. La coppia avrebbe pranzato insieme a casa di lui, poi sarebbe scoppiato un litigio, per gelosia, sfociato per l’uomo nel divieto di avvicinamento a meno di 300 metri e nel processo per violenza sessuale.

La vittima sarebbe stata violentata al culmine della scenata di gelosia per il nuovo fidanzato. L’imputato le avrebbe anche distrutto due cellulari e sottratto 10 euro dalla borsa.

Successivamente, inoltre, le avrebbe strappato di dosso dei monili che, a suo dire, le avrebbe regalato nel corso della relazione, durata un paio d’anni, ritrovati rotti e ammaccati durante la perquisizione dei carabinieri.


Articoli: Accusa l’ex di violenza sessuale, prova dello stupro un paio di mutandine rosa strappate – Accusa l’ex di averla violentata durante una lite per il nuovo fidanzato – Accusa l’ex di averla stuprata il giorno del suo compleanno, 52enne alla sbarra – Accusato di violenza sessuale dalla ex, cinquantenne a processo – Le strappa le mutandine e la violenta, al gip: “Lei era consenziente”


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Condividi la notizia:
4 ottobre, 2023

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/e-il-nostro-primo-natale-facciamoci-un-in-bocca-al-lupo/