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Tribunale - Le cinque operatrici erano imputate di lesioni colpose in concorso - Vittima uno scolaretto di 4 anni finito al Bambino Gesù di Roma a causa delle scottature

Bimbo dell’asilo ustionato dal brodo bollente, condannate quattro maestre e assolta la cuoca

di Silvana Cortignani
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Vejano – Assolta la cuoca, condannate le maestre, mentre la piccola vittima a distanza di cinque anni porta ancora le cicatrici delle ustioni provocate dalla minestra bollente che gli si è rovesciata addosso alla mensa dell’asilo. 


Carabinieri e 118 - foto di repertorio

Carabinieri e 118 – foto di repertorio


Si è concluso con quattro condanne e una assoluzione il processo alle cinque operatrici scolastiche accusate di lesioni personali colpose in concorso per la vicenda del bimbo di 4 anni che il 4 febbraio 2019 rimase ustionato alla mensa della scuola materna di Vejano mentre cercava di mangiare da solo la minestrina bollente. 

Imputate la cuoca, una 44enne difesa dagli avvocati Luca Ragonesi e Marco Valerio Mazzatosta, che era anche incaricata di servire i pasti a tavola, e le quattro insegnanti addette alla sorveglianza degli scolari all’ora di pranzo.

I genitori, in seguito all’incidente, hanno sporto denuncia e la procura ha aperto inizialmente un fascicolo contro ignoti per lesioni colpose, coordinando le successive indagini, condotte dai carabinieri della locale stazione, guidati dal comandante Paolo Esposito.

Il processo a carico della cuoca e delle insegnanti si è concluso martedì davanti al giudice di pace Alessandro Mandolini.

Tra i testimoni anche il padre e la madre del piccino, che si sono costituiti parte civile con l’avvocato Mara Mencherini, i quali hanno confermato come l’incidente abbia lasciato il segno sul corpo del figlioletto. In aula anche i militari intervenuti sul posto con i sanitari non appena scattato l’allarme, i quali hanno potuto constatare con i propri occhi la gravità delle lesioni. 

Decisiva per l’assoluzione della cuoca la consulenza disposta dalla procura che ha indicato tutte le temperature raggiunte per la cottura degli alimenti, in base alle quali la difesa ha sottolineato come notoriamente il brodo sia bollente e fosse di conseguenza necessaria una particolare cautela da parte delle sorveglianti durante il pasto.

“Non poteva essere colpa della cuoca, la quale si è limitata a cucinare servire la minestra che era scontato fosse bollente, assolta per l’appunto con la formula ‘il fatto non costituisce reat0′”, sottolinea  la difesa. 

Le quattro maestre sono state condannate a 600 euro di multa e a una provvisionale di tremila euro alle parti civili. 


 – Bimbo si ustiona con la minestra all’asilo e viene ricoverato al Bambin Gesù


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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29 febbraio, 2024

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