Viterbo – Rapina con pestaggio in via valle Piatta, i due aggressori maggiorenni sono stati condannati a cinque anni e quattro mesi di reclusione ciascuno col rito abbreviato dal gip Rita Cialoni nonché al risarcimento dei danni alla vittima da liquidare davanti al giudice civile.
Imputati di lesioni aggravate e rapina in concorso il nigeriano di 33 anni e il romeno di 26 anni, il primo finito in carcere e il secondo ai domiciliari, che la mattina dello scorso 10 settembre, in pieno giorno, furono filmati mentre aggredivano il 37enne pakistano, che si è costituito parte civile con l’avvocato Luigi Mancini.
Con loro c’era anche un 16enne senegalese, allora quindicenne, già con un curriculum criminale di tutto rispetto, deferito per gli stessi reati al tribunale per i minori di Roma.
Il video della rapina con pestaggio, diventato in breve virale, fece il giro dei social suscitando grande allarme e preoccupazione tra la popolazione.
Viterbo – Aggressione e rapina con l’accetta a via Valle Piatta
Il pakistano, costretto a ricorrere alle cure dei sanitari del pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle, fu dimesso con una prognosi di 30 giorni, avendo riportato la frattura di due costole e delle ossa nasali.
Dopo avere minacciato la vittima con un coltello per farlo salire in macchina e averlo condotto nel parcheggio di largo Cavalieri Costantiniani – tra via Valle Faul e via Valle Piatta – i malviventi lo hanno rapinato del portafoglio, strappandogli anche la catenina dal collo e riempiendolo di botte, picchiandolo anche con il manico di un’accetta, prima di darsi alla fuga a bordo della Mercedes di colore blu sulla quale il 37enne pakistano aveva tentato di salire per recuperare il maltolto.
Il 33enne nigeriano, che inizialmente era riuscito a far perdere le proprie tracce, due mesi dopo è stato rintracciato e arrestato dalla polizia e condotto a Mammagialla. Era il 2 novembre, quando è stato catturato nel quartiere romano di San Basilio, dove per circa due mesi ha trovato rifugio continuando a delinquere spacciando droga.
Per i due maggiorenni, dopo l’accoglimento da parte del tribunale della richiesta di giudizio immediato del pubblico ministero Paola Conti, le difese sono ricorse al rito abbreviato, celebrato mercoledì davanti al gip Cialoni, grazie al quale gli imputati hanno potuto beneficiare dello sconto di un terzo della pena.
Al sedicenne, invece, subito identificato, fu applicato, per la prima volta in provincia di Viterbo, il decreto Caivano, ovvero l’avviso orale del questore, dopo che a maggio dell’anno scorso era stato già destinatario della misura di prevenzione del Daspo Willy. In quel caso era stato deferito alla procura minorile di Roma per aver partecipato, insieme ad altri giovanissimi, ad un grave episodio di aggressione e rapina in zona Valle Faul verso un coetaneo.
Silvana Cortignani
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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