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Tribunale - L'accertamento tecnico fu disposto dalla procura durante le indagini preliminari - La vittima disse di essere stata costretta a pratiche sessuali umilianti davanti a una webcam

Accusato di stalking dalla ex, no all’acquisizione come prova della perizia su smartphone e pc

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Violenza di genere - Foto di repertorio

Violenza di genere – Foto di repertorio

Francesca Bufalini

L’avvocato di parte civile Francesca Bufalini

Viterbo – (sil.co.) – Accusato di stalking dalla ex, no all’acquisizione tra le prove della perizia su smartphone e pc. L’accertamento tecnico fu disposto dalla procura durante le indagini preliminari. La vittima disse di essere stata costretta a pratiche sessuali umilianti davanti a una webcam.

Si è aperto così, ieri davanti al giudice Ilaria Inghilleri del tribunale di Viterbo, il processo col giudizio immediato per stalking a carico di un 49enne. Imputato un dipendente pubblico, a suo tempo accusato dalla presunta vittima anche di averla costretta a pratiche sessuali umilianti davanti a una webcam.

La donna, come anticipato, si è costituita parte civile con l’avvocato Francesca Bufalini. L’imputato, nel frattempo, è tuttora sottoposto al divieto di avvicinamento rafforzato dal braccialetto elettronico disposto il 23 febbraio 2023, visto che avrebbe continuato ad appostarsi sotto casa della ex, dove era stato trovato per l’ennesima volta dalla polizia in stato di ubriachezza.

Sul conto dell’imputato, difeso dall’avvocato Giulia Giacinti del foro di Frosinone, in seguito a una integrazione di querela da parte della ex, si è indagato anche per violenza sessuale e diffusione di immagini e video sessualmente espliciti.

A tale proposito fu disposta dalla procura una consulenza tecnica su computer, tablet, smartphone e ogni dispositivo utile a chiarire se il 49enne si fosse reso responsabile delle condotte oggetto di querela. Ma l’esito della consulenza non è stato ammesso ieri tra le prove, in quanto si procede, nel caso specifico, per il solo reato di atti persecutori.

Si preannuncia un processo combattuto e delicatissimo, che entrerà nel vivo la prossima estate, quando il giudice ha fissato un’apposita udienza pomeridiana, che si preannuncia fiume, solo per l’ascolto della vittima.

Il 49enne ieri era in aula al fianco del suo difensore.


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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12 aprile, 2024

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