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Viterbo - Daniela Scatolini, presidente provinciale Udc, critica verso la proposta del generale su classi differenziate

“La parole di Vannacci mettono a rischio tutto il lavoro fatto, i bambini con disabilità hanno bisogno di integrarsi e interagire con i propri coetanei”

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Daniela Scatolini

Daniela Scatolini

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il rispetto, l’ugualianza, l’inclusione e la solidarietà sono valori fondamentali su cui si basa una società democratica, non di certo la ghettizazzione o la discriminazione di alcune categorie di persone.

Da disabile, che conosce e vive sulla propria pelle le difficoltà che riscontriamo quotidianamente, mi sono sentita spesso discriminata per le mie condizioni fisiche nel mondo del lavoro o nel ricoprire incarichi, come se un disabile non possa avere le stesse competenze e la stessa professionalità degli altri. Pensare che non sia così è frutto dell’ignoranza da parte di un sistema che va cambiato. Le dichiarazioni di Vannacci sulle classi separate per i bambini disabili mi hanno colpita e, a mio avviso, mettono a rischio tutto il lavoro di inclusione che si è fatto fino ad ora, sebbene la strada per vedere riconosciuti pari diritti e opportunità sia ancora lunga. Vorrei puntualizzare che i bambini con disabilità non hanno bisogno di essere divisi dai propri compagni, ma di integrarsi, di interagire con i propri coetanei, affinché non siano e non si sentano esclusi ma parte integrante della società.
 
Hanno bisogno di maggiori attenzioni, di maggiore supporto, come l’aumento delle ore e degli insegnanti di sostegno, la creazione di una rete con strutture pubbliche e specialisti volti a dare un’assistenza ed un aiuto adeguato anche  alle famiglie che, per seguire i figli, spesso si vedono costrette a rinunciare a lavorare, trovandosi poi senza contributi previdenziali e quindi senza pensione. Devono essere forniti aiuti concreti anche attraverso il riconoscimento del caregiver.
 
È necessario rendere più agevole il riconoscimento e la revisione della legge 104/92 e dell’assegno di frequenza; un assegno di frequenza che, laddove riconosciuto, viene poi sospeso alla maggiore età come se, compiuti i 18 anni,  la diagnosi  di disabilità venga meno. Costretti ad inoltrare domanda di invalidità civile, che il più delle volte viene bocciata, i ragazzi, ormai adulti, si ritrovano senza un piccolo aiuto economico e spesso con difficoltà ad entrare nel mondo del lavoro a causa delle patologie correlate.
 
Ecco, credo che queste siano le battaglie da portare avanti ad ogni livello, battaglie sociali alle quali tutti devono dare la priorità.
Per questo, mi auguro che in Europa ci sia un candidato che creda nel valore dell’uguaglianza, dell’integrazione e che supporti le istanze a favore della disabilità e non contro di essa.
 
Daniela Scatolini

Presidente provinciale Udc per Viterbo


Articoli: Ciambella, movimento civico Rocca presidente: “Le parole di Vannacci, deriva discriminatoria che non può appartenere a chi rappresenta il paese” – Vannacci sulla disabilità, Codacons: “Presentato esposto a 104 procure della Repubblica” – Raimondi, presidente della consulta del volontariato di Viterbo: “Classi differenziate, il problema sono le persone che la pensano come Roberto Vannacci”

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31 maggio, 2024

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