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Tribunale - I fatti all'interno di una relazione clandestina, con lei che resta subito incinta e lui che la invita ad abortire

Accusato dalla ex di botte in gravidanza, si dice vittima di forbiciate e viene assolto

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L'avvocato Francesco Massatani

Il difensore Francesco Massatani

Viterbo – (sil.co.) – Accusato di maltrattamenti aggravati in famiglia, lo scorso 20 febbraio aveva negato davanti al collegio di avere mai convissuto con la presunta vittima e detto che lei gli aveva dato una forbiciata mostrando la cicatrice sul fianco.

Al centro una relazione clandestina, con lei che resta subito incinta e lui che la invita ad abortire. Il bimbo è nato, ma la coppia è naufragata nel peggiore dei modi. 

Non è bastato all’imputato dire di essere stato preso a forbiciate e mostrare la cicatrice sul fianco durante l’interrogatorio in aula per evitare una richiesta di condanna a quattro anni di reclusione da parte della pubblica accusa, mentre la ex, che si è costituita parte civile, ha chiesto un risarcimento di diecimila euro.

Ma ieri il collegio presieduto dal giudice Jacopo Rocchi, sentito il difensore Francesco Massatani, ha assolto con formula piena l’imputato, “perché il fatto non sussiste”. 

Un colpo di fulmine finito male per una coppia di trentenni del comprensorio del lago di Bolsena che nel giro di un mese si sono messi insieme nonostante avessero entrambi un altro partner, lei un fidanzato e lui moglie e una bambina. Era marzo del 2022 e già a maggio la neo coppia ha scoperto di aspettare un bambino. Si sono lasciati, male, meno di un anno dopo.

Il piccolo aveva pochi mesi quando, esattamente un anno dopo, il 25 marzo 2023, il rapporto si è chiuso nel peggiore dei modi, con una denuncia da parte della donna e l’allontanamento dell’ex che, a detta sua, sarebbe stato ben felice della rottura. “Lei era asfissiante con la sua gelosia nei confronti di mia madre e della mia compagna, voleva che interrompessi con loro ogni rapporto e anche con la mia bambina di due anni. L’ultima lite è stata perché non voleva che andassi al suo compleanno”-

“Lei mi ha dato una forbiciata”, ha raccontato l’imputato, mostrando la cicatrice al fianco come sollecitato dal difensore Massatani. “Ma non l’ho denunciata”, ha sottolineato. Un interrogatorio ad alta tensione, giunto dopo la testimonianza del padre 64enne della ex e prima di quello della madre 62enne dell’imputato. 

“Non abbiamo mai convissuto”, ha detto il trentenne, spiegando di avere preso la residenza da lei solo per motivi legati al piccolo. “Io lavoravo fuori tutta la settimana, da lei mi fermavo solo il mercoledì sera, mentre nel weekend andavo da mia madre e stavo con mia figlia”, ha proseguito. 

“Lei voleva che chiudessi con mia figlia, la mia compagna e mia madre”. Il trentenne ha negato di avere mai percosso la parte offesa e anche di non voler mantenere o vedere il bambino: “Quando voleva vietarmi di andare al compleanno di mia figlia, me ne sono andato per sempre”. “Ma le do i soldi per il bambino e finalmente a fine mese potrò incontrarlo per la prima volta”, ha detto il giovane padre trentenne durante l’interrogatorio della pm Chiara Capezzuto. 


Articoli: Accusato dalla ex di maltrattamenti, mostra cicatrice sul fianco: “Lei mi ha dato una forbiciata” –  “Botte pure in gravidanza, ma l’ho denunciato quando mi ha presa per il collo mentre allattavo”


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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19 giugno, 2024

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