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Tribunale - Ieri l'interrogatorio dell'imprenditore agricolo a processo per uccisione di animali

Cane strozzato dal guinzaglio con cui era legato all’auto, il padrone: “Non sono un pastore assassino”

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Sheila

Sheila

Montefiascone – (sil.co.) – Cane strozzato dal guinzaglio con cui era legato all’auto, il padrone: “Non sono un pastore assassino”.

È ripreso ieri con l’interrogatorio dell’imputato, un imprenditore agricolo ottantenne di Montefiascone accusato di uccisione di animali, il processo per l’atroce morte del cane Sheila, il 13 febbraio 2021.

L’animale, una femmina di pastore del Caucaso di colore nero di 4 anni, scappata dalla recinzione, sarebbe stata recuperata dall’uomo presso una cava e legata al gancio traino del fuoristrada per riportarla a casa, trascinata per circa un chilometro e mezzo mentre si stava strozzando col guinzaglio. 

A dare l’allarme, chiamando i carabinieri, un’automobilista che, dopo avere pensato a un sacco nero dell’immondizia legato alla macchina, si è accorta che era invece un cane agonizzante.

“Quando i militari sono venuti a casa mia, mi hanno trovato che stavo accarezzando Sheila, sperando ancora che si riprendesse. Io amo i cani. Ne tengo cinque-sei nel mio giardino. Non sono un ‘pastore assassino’, chi mi conosce lo sa che io amo gli animali”, ha detto davanti al giudice Roberto Cappelli, che al termine dell’udienza, finita nel tardo pomeriggio, ha rinviato il processo per la discussione. 

L’imputato è difeso dall’avvocato Francesca Laureti. Parti civili Lav e Accademia Kronos, con i legali Maurizio Mazzi e Ottavio Capparella. Tre i testimoni, tutti dell’accusa, sentiti dal giudice Roberto Cappelli: la cinquantenne che era in auto col figlio quando ha assistito alla scena facendo scattare l’allarme, uno dei carabinieri del radiomobile di Montefiascone intervenuti sul posto e il veterinario della Asl.

Il veterinario, in particolare, constatando il decesso di Sheila, ha confermato in aula che l’animale aveva ferite da trascinamento, compatibili con lo strusciamento sull’asfalto.

Il militare, invece, ha rinvenuto a terra vicino all’animale morto un guinzaglio lungo circa 40 centimetri, nel viottolo di casa dell’imputato, nella frazione di Zepponami, dove era parcheggiato il fuoristrada nero al cui gancio di traino sarebbe stato legato il cane. 

La bestiola, all’arrivo delle forze dell’ordine, indossava ancora un collare di cuoio, parzialmente risalito sopra un orecchio. “Si è impiccata”, avrebbe detto l’imputato agli uomini dell’arma. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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29 giugno, 2024

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