Un’aula del tribunale di Viterbo
Montefiascone – Ha ucciso il cane Sheila e lo ha fatto in maniera raccapricciante, legandola all’auto e trascinandola per circa un chilometro e mezzo facendola morire tra i più atroci tormenti.
A distanza di due anni per l’autore del gesto – un pastore 79enne di Zepponami- è arrivato il momento del giudizio, come sollecitato fin dall’inizio dagli animalisti, che adesso, grazie alla costituzione di parte civile di Lav e Accademia Kronos, avranno un ruolo attivo nel processo, al via ieri davanti al giudice Roberto Cappelli del tribunale di Viterbo.
Nel frattempo un ulteriore particolare rende ancora più agghiacciante la vicenda. Sheila, infatti, un pastore del Caucaso, era un cane di casa, di famiglia. Era il cane del figlio dell’imputato.
E’ successo il 13 febbraio 2021 a Montefiascone. Era un sabato d’inverno e la notizia dell’accaduto fece immediatamente il giro del web diventando virale.
Sheila
I carabinieri intervennero su richiesta di una donna che, avendo appena visto una macchina camminare con un cane di grossa taglia legato dietro che arrancava, ha fatto scattare l’allarme.
Quando i carabinieri giunsero sul posto si trovarono di fronte a una scena raccapricciante: il pastore ancora alla guida dell’auto, cui era legata Sheila esanime. I militari, sperando in un miracolo, attivarono immediatamente il servizio veterinario della Asl, il cui personale non poté fare altro che constatare la morte della bestiola. Il 79enne, subito identificato, fu condotto in caserma per le formalità di rito e denunciato a piede libero per uccisione di animali.
E’ l’articolo 544 bis del codice penale: chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da quattro mesi a due anni.
Sulla crudeltà, in base all’accusa, non ci sono dubbi. Il 79enne, secondo la dinamica ricostruita dagli inquirenti, avrebbe legato Sheila con il guinzaglio al gancio di traino della propria vettura, trascinandola poi per un chilometro e mezzo e provocandone la morte per strangolamento.
Un caso lapalissiano di uccisione di animale, secondo il pm Massimiliano Siddi, che ha chiuso le indagini preliminari disponendo la citazione diretta dell’indagato. Questo venerdì si sono costituiti parte civile l’avvocato Ottavio Maria Capparella per Accademia Kronos e il legale Maurizio Mazzi per la Lav.
I primi testimoni dell’accusa saranno invece sentiti alla prossima udienza, fissata dopo l’estate.
Silvana Cortignani
L’avvocato Ottavio Maria Capparella
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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