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Tribunale - Parte civile la vittima, un imprenditore edile costretto a dichiarare fallimento - Prosciolto dal gup il presunto complice, un ex magistrato diventato notaio

Quattro milioni di immobili “smarriti” tra cui una villa in Sardegna, manager a processo per usura

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Giovanni Labate

Il difensore Giovanni Labate

Angelo Di Silvio

L’avvocato di parte civile Angelo Di Silvio

Viterbo –  (sil.co.) – Al via martedì davanti al collegio il processo per usura aggravata a un “manager” 65enne di Magliano Sabina, rinviato a giudizio il 7 ottobre 2021, quando fu assolto dal gup il presunto complice, un ex magistrato romano diventato notaio.

L’imputato è difeso dall’avvocato Giovanni Labate. Parte civile la presunta vittima, un imprenditore edile assistito dall’avvocato Angelo Di Silvio, la cui testimonianza è stata fissata a maggio dell’anno prossimo.

L’ex magistrato, un cinquantenne romano passato alla professione di notaio che aveva scelto il rito abbreviato, è stato assolto tre anni fa come chiesto dallo stesso pm Stefano D’Arma, secondo l’articolo 530 secondo comma. Pronto a chiedere un risarcimento record di 4 milioni di euro la parte offesa. Al centro della vicenda i suoi rapporti con una società finanziaria con sede presso lo studio di un commercialista di Viterbo.

Nel 2008, avendo bisogno di liquidità per ultimare il complesso d 12 appartamenti e nove garage, la presunta vittima si sarebbe rivolta alla finanziaria, che si sarebbe resa disponibile “previa cessione delle quote di maggioranza e conseguente ingresso nella compagine sociale”. La sua società è stata poi dichiarata fallita il 7 agosto 2017.

La parte offesa avrebbe visto volatilizzarsi un ingentissimo patrimonio immobiliare composto da otto autorimesse, due depositi, una villa in Sardegna, un complesso di 12 appartamenti e nove autorimesse.

Grazie all’operazione, il 10 marzo 2009, il 65enne di Magliano Sabina è stato nominato amministratore unico, carica grazie alla quale avrebbe spogliato patrimonialmente la società degli immobili di proprietà a favore di due altre società a lui ricollegabili, con corrispettivi nettamente inferiori al loro valore di mercato. Avrebbe inoltre sottratto, secondo l’accusa, ingenti somme di denaro a favore della finanziaria, sotto forma di restituzione di finanziamenti, molti dei quali effettuati in contante, senza alcuna quietanza e per importi nettamente superiori al limite consentito dalla norma di legge sull’utilizzo del contante.

La procura, in fase preliminare, ha disposto una perizia, affidata al commercialista Giancarlo Puri, il quale sarà sentito in tribunale la prossima primavera. Nelle loro vesti, secondo l’ipotesi accusatoria, gli indagati, uno dei quali per l’appunto assolto nell’autunno del 2021, avrebbero stipulato contratti di finanziamento a favore dell’impresa di costruzioni, praticando tassi che avrebbero superato la soglia prevista in materia di usura. 


Articoli: Assolto notaio-ex magistrato accusato di usura, a giudizio il “complice” – Notaio-ex magistrato accusato di usura, la procura chiede l’assoluzione – Ex magistrato-notaio accusato di usura: “Sono anche io una vittima” – È un ex magistrato il notaio accusato di usura da un imprenditore – Usura aggravata in concorso, la procura chiede il rinvio a giudizio di un notaio


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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21 luglio, 2024

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