Viterbo – (sil.co.) – Avrebbe minacciato la ex di diffondere video a luci rosse e abusato di lei, è giunto in tribunale scortato dalla polizia penitenziaria del carcere romano di Rebibbia. Si tratta del 27enne accusato di violenza sessuale e lesioni aggravate ai danni di una 25enne vittima di “revenge porn”. Ieri l’udienza di ammissione prove, al termine della quale è stata disposta una perizia sullo smartphone sotto sequestro da sette mesi dell’imputato.
Carabinieri e polizia al pronto soccorso di Belcolle (Immagine di repertorio)
In carcere dalla scorsa primavera, il 27enne, difeso dall’avvocatessa Federica Ambrogi, è finito a processo col giudizio immediato davanti al collegio con l’accusa di avere picchiato e stuprato la vittima, parte civile con l’avvocato Luigi Mancini, dopo averla minacciata di divulgare video intimi. I fatti risalgono alla notte tra l’1 e il 2 marzo di quest’anno e sono avvenuti a Viterbo.
Era un sabato quando l’imputato avrebbe prima ricattato la ragazza, minacciandola di divulgare video intimi se non avesse acconsentito alle sue richieste, dopo di che l’avrebbe picchiata, prendendola a schiaffi in faccia, facendola cadere per terra e tappandole la bocca con una mano per non farla gridare, quindi l’avrebbe costretta con la forza ad avere rapporti sessuali completi.
La vittima, ricorsa alle cure dei sanitari del pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle, è stata dimessa con una prognosi di 20 giorni a causa delle lesioni riportate. L’imputato, in seguito all’aggravamento della misura, è finito dietro le sbarre lo scorso 9 aprile.
Ieri la difesa ha chiesto al collegio una perizia sullo smartphone posto sotto sequestro dagli investigatori, per verificare le chat che documentano i messaggi intercorsi tra l’imputato e la parte offesa nonché il registro delle chiamate tra il primo febbraio e il 2 marzo 2024.
Il tribunale ha ammesso la perizia che sarà affidata a un esperto il prossimo 22 ottobre, quando sarà anche fissata la data della prima udienza testi, che farà entrare nel vivo il processo in tempi presumibilmente non troppo lunghi dal momento che l’imputato è sottoposto a misura di custodia cautelare in carcere.
– Minaccia di pubblicare video intimi e la violenta, 27enne in carcere e subito a processo
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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