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Tribunale - La donna è finita nei guai dopo che l'uomo è stato assolto da maltrattamenti - Ma è stato condannato per avere percosso il figlioletto di 5 anni

Assolta ex moglie accusata di calunnia, l’ex marito voleva 500mila euro di risarcimento

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Vincenzo Petroni

Vincenzo Petroni

Monterosi – (sil.co.) – Assolta con formula piena l’ex moglie finita a processo per calunnia davanti al giudice Giovanna Camillo.

La donna era finita nei guai in seguito alla denuncia dell’ex marito, dopo essere stato  assolto dall’accusa di maltrattamenti in famiglia, anche se condannato per abuso dei mezzi di correzione ai danni di uno dei figli minori della coppia.

Presunta vittima un 41enne di Monterosi, che si era costituito parte civile chiedendo alla ex moglie un maxi risarcimento di 500mila euro. Ma il giudice, sentiti l’imputata e il difensore Vincenzo Petroni, ha assolto la donna, una 35enne madre di tre figli, con la formula  più ampia, “perché il fatto non sussiste”.

Il 41enne fu prelevato a casa dai carabinieri il 27 luglio 2017, portato in caserma e allontanato il giorno stesso dall’abitazione familiare, dalla moglie e dai due figli minori conviventi della coppia, all’epoca ancora sposata e sotto lo stesso tetto.

Il 22 ottobre 2018 è stato assolto in primo grado per difetto di prova dall’accusa di maltrattamenti nei confronti della moglie, anche se condannato a una pena di tre mesi di reclusione per abuso dei mezzi di correzione nei confronti di uno dei figli, un bambino che all’epoca dei fatti aveva quattro anni. Sentenza confermata in appello.

Fatto sta che il 41enne ha deciso di denunciare per calunnia la ex, difesa dall’avvocato Vincenzo Petroni, costituendosi parte civile al processo. entrato nel vivo lo scorso 20 giugno con la testimonianza della parte offesa davanti al giudice Giovanna Camillo del tribunale di Viterbo.

“Sono uscito coi carabinieri e mi sono trovato senza più nulla. Ma la cosa peggiore è che da quel giorno fino a dopo l’assoluzione non ho potuto vedere i miei figli e sono stato sospeso dalla potestà genitoriale. Solo e in mezzo a una strada. Per i successivi 5-6 anni mi hanno ospitato i miei genitori. La mia vita è stata annientata ed è ripartita da zero”, ha raccontato. 

Nel 2021 è arrivata la separazione (“con addebito”, ha fatto notare il difensore Vincenzo Petroni, per via della condanna per l’episodio delle percosse al figlioletto). I rapporti con i figli erano ripresi nel 2019. “Ma sono due anni e mezzo che non li vedo più. Era per poche ore, due volte a settimana, un pianto e una sofferenza ogni volta che andavo a prenderli e a riaccompagnarli”, ha spiegato la scorsa estate la parte offesa.


 – Assolto dall’accusa di maltrattamenti, denuncia la ex per calunnia: “La mia vita è stata annientata”


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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29 novembre, 2024

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