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Tribunale - Imputato un 29enne, rimesso immediatamente in libertà dopo la sentenza

Allarme via chat per dire che la teneva segregata, ex assolto dopo un anno di carcere

di Silvana Cortignani
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Carabinieri e 118 - Immagine di repertorio

Carabinieri e 118 – Immagine di repertorio

Viterbo – (sil.co.) – “Sono innocente”, ha detto rilasciando spontanee dichiarazioni il 26enne del Gambia in carcere da oltre un anno in seguito alla denuncia della ex. 

Lei è la ragazza tunisina che il 6 novembre 2023 ha mandato tramite Whatsapp una richiesta di aiuto al fratello in patria, allegando una sua foto insanguinata e la geolocalizzazione. Lui, assolto ieri in primo grado con formula piena dalle accuse di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale, secondo la stessa accusa innocente lo era davvero. 

L’sos della donna, girato a sua volta dal fratello a una parente nelle Marche, ha fatto scattare l’allarme, facendo piombare la sera stessa i carabinieri della compagnia di Montefiascone nell’abitazione del centro del comprensorio del lago di Bolsena dove la donna sarebbe stata tenuta segregata dal compagno. Compagno che, oltre a maltrattarla durante la convivenza, motivo per cui era già stato allontanato dalla donna e dal figlioletto, la sera precedente l’avrebbe violentata assieme a un connazionale. 

Peccato che, secondo la stessa accusa, non siano emerse prove, come hanno sottolineato sia il pm Flavio Serracchiani, sia il difensore Daniele Saveri, chiedendo e ottenendo l’assoluzione dal collegio presieduto dal giudice Francesco Oddi, che ha chiesto l’immediata liberazione del detenuto. 

Detenuto che nel frattempo, così come la compagna, ha perso la potestà genitoriale sul figlioletto di  due anni della coppia. La presunta vittima perché ritenuta inadeguata come madre dal tribunale per i minori di Roma. “Il mio assistito perché, nonostante si sia sempre battuto per fare il padre, è finito in carcere”, ha sottolineato l’avvocato Saveri.

Il pm, nel frattempo, durante la discussione, oltre a puntare il dito contro le bugie e contraddizioni della parte offesa, ha rivelato come la donna, quando è stata sentita dagli investigatori, non sapesse nemmeno la data di nascita del figlio, venuto al mondo a dicembre del 2022.

La madre non avrebbe più visto il piccolo, che avrebbe abbandonato nella casa famiglia dove erano entrambi ospitati dopo la denuncia, allontanandosi col dire che l’ex, colpito da allontanamento, l’aveva rintracciata. Ma la responsabile, sentita come teste, ha riferito che dalle chat della coppia è emerso che era stata lei a cercarlo e a dirgli dove si trovava: “Poi se ne è andata e non è più venuta a cercare il figlio”. 

A farne le spese il 26enne del Gambia, rimasto in carcere fino a ieri, quando è giunto in tribunale scortato dagli agenti della polizia penitenziaria. “Il prezzo non è tanto oltre un anno dietro le sbarre, quando il fatto che ha perso suo figlio, che il tribunale ha tolto alla madre perché incapace e al padre perché detenuto”. 

Silvana Cortignani


Articoli: Segregata chiede aiuto in chat col volto insanguinato, la difesa dell’ex: “Una montatura”– Bruciature di sigarette e tagli sul ventre di una giovane donna, l’allarme scatta tramite chat in Tunisia


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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19 febbraio, 2025

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