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Tribunale - Vittima un novantenne aggredito nella sua proprietà per un bottino di 200 euro

Rapina con lo spray al peperoncino, supertestimone riconosce i banditi dell’Apetto

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Vetralla – (sil.co.) – Novantenne aggredito con lo spray urticante e rapinato a Tre Croci, è ripreso  ieri dopo un lungo stop il processo in cui è imputato un 50enne, finito ai domiciliari il 16 novembre 2020, per un colpo messo a segno il precedente 13 settembre, poco prima delle cinque del pomeriggio.  


Tre Croci - Piazza Europa

Tre Croci – Piazza Europa


In aula un supertestimone., un 59enne polacco che dal suo terreno ha visto arrivare due soggetti a bordo di un Apetto nero uno dei quali è entrato nella proprietà della vittima, mentre l’altro lo aspettava sul mezzo.

“L’imputato è quello sceso dall’Apetto, mentre l’altro, che conoscevo e di cui sapevo il nome, è partito con lui non appena è tornato di corsa”, ha spiegato, riconoscendo il presunto rapinatore sul fascicolo fotografico mostrato dal pm Michele Adragna. 

La vittima è stata sorpresa mentre stava curando un suo appezzamento di terreno in campagna e derubata di tutto quello che aveva, tra cui la somma di 200 euro in contanti. 

Sul posto sono immediatamente intervenuti i carabinieri della stazione di Vetralla che, svolte le indagini del caso, a distanza di due mesi hanno tratto in arresto il 50enne, a seguito di un mandato di cattura emesso nei suoi confronti dalla procura della repubblica di Viterbo in base ai gravi indizi di colpevolezza raccolti dai militari del comandante Adriano Marzi.

Decisivi i filmati della videosorveglianza del bar di Tre Croci presso il quale l’imputato, fin dal mattino, si sarebbe recato più volte assieme al presunto complice, a sua volta indagato in quanto concorrente del reato. La coppia si sarebbe data appuntamento verso le dieci del mattino, concordando letteralmente il colpo a tavolino. A tradirlo però è stato anche l’Ape Piaggio che ha permesso ai carabinieri di risalire subito alla sua identità.

“Lo abbiamo rintracciato nell’abitazione in cui viveva con una donna, dove, durante la perquisizione, abbiamo trovato il berretto e la maglietta con la scritta che indossava al bar e soprattutto una confezione di spray urticante come quello utilizzato per rendere inoffensiva la vittima”, ha spiegato a una delle udienze del processo il comandante della locale stazione, maresciallo Adriano Marzi. 

Gli indumenti indossati dalla coppia sotto gli occhi delle telecamere, assieme all’Ape Piaggio del 50enne, sono tra i particolari che hanno permesso ai carabinieri di ricostruire il prima, durante e dopo la rapina.


Articoli: Rapina con lo spray urticante, 48enne incastrato dalle telecamere di un bar – Rapinato da un uomo in Ape armato di spray al peperoncino… –  Aveva aggredito 90enne con lo spray urticante e lo aveva rapinato, arrestato


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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26 febbraio, 2025

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