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Tribunale - È il pluripregiudicato viterbese 29enne in carcere da un anno - Per bloccarlo, servirono una pattuglia dei carabinieri e tre volanti della polizia

Tenta rapina col machete in centro, poi si nasconde in un appartamento

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Viterbo – (sil.co.) – Tenta una rapina in pieno centro, minacciando la vittima con un machete lungo 45 centimetri, poi si nasconde in un appartamento occupato dentro porta Romana, il cui inquilino era all’estero. 


Viterbo - Carabinieri - Il machete sequestrato

Viterbo – Carabinieri – Il machete sequestrato


All’interno dell’appartamento è stato sorpreso poco dopo dai padroni di casa che – allertati da un vicino che aveva sentito dei rumori sospetti dalla casa “vuota” – lo hanno cacciato e hanno chiamato i carabinieri. Era la sera del 25 gennaio 2024 e l’aspirante rapinatore era assieme a una ventenne. Lui col machete in mano e il laccio emostatico ancora al braccio, sotto l’effetto di stupefacenti. Lei armata di coltello.

È ripreso così, ieri davanti al collegio, il processo al pluripregiudicato 29enne con gravi problemi di tossicodipendenza in carcere da un anno per avere tentato di farsi consegnare lo zaino da un 35enne, puntandogli la lame di un machete alla gola in via del Bottalone. 

Poco dopo è stato rintracciato dentro porta Romana da una pattuglia dei carabinieri, che lo hanno trovato per strada assieme alla ventenne, in seguito all’allarme dei proprietari dell’appartamento occupato, che nel frattempo avevano messo la coppia fuori della porta. Intanto la vittima della tentata rapina aveva a sua volta dato anche lui l’allarme. 

“Quando hanno aperto a me e mio padre, lui aveva il machete in mano, mentre la ragazza ci ha mostrato un coltello che ha poi rimesso in tasca. Lui aveva una camicia scura con le maniche arrotolate e sul braccio segni di laccio emostatico e di iniezione. C’erano inoltre degli schizzi di sangue sul muro nonché siringhe per terra e su un mobiletto”, ha riferito il figlio 38enne dei padroni di casa, spiegando di essersi sentito in dovere di chiedere i nomi ai due occupanti abusivi e, vista la situazione, cercare di aiutarli, mettendoli fuori casa ma chiamando i carabinieri.

Sul posto si è precipitata una pattuglia. “L’imputato era ingestibile. Intanto sono sopraggiunte anche tre volanti della polizia. Eravamo otto operanti in tutto e ciononostante abbiamo faticato per contenerlo. Quando siamo riusciti a bloccarlo, vicino a lui, per terra, c’era anche il machete, mentre del coltello che avrebbe dovuto avere la ragazza non abbiamo trovato traccia”, ha detto uno dei due militari intervenuti.

“Ci ha minacciati e offesi, ha anche colpito al viso la ragazza che si era messa in mezzo, tra noi e lui. Era alterato, voleva il nonno, diceva che abitava con lui, e infatti è venuto a prenderlo il nonno. Poi è stato portato in ambulanza al pronto soccorso dai sanitari del 118”, ha proseguito il testimone, dicendo di non sapere se fosse sotto l’effetto di droga ma sottolineando le notevoli dimensioni del machete lungo 45 centimetri, 32 di lama e 13 di impugnatura. 

A marzo la sentenza.


Viterbo - Intervento di polizia e carabinieri

Viterbo – Intervento di polizia e carabinieri


Articoli: Tentò rapina puntando machete alla gola della vittima, potrebbe tornare libero prima della sentenza – Rapina col machete in pieno centro, la vittima: “Mi ha puntato la lama alla gola” – Aveva tentato una rapina armato di machete a Viterbo, portato a Mammagialla – Con un machete tenta di rapinare 34enne in pieno centro


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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12 febbraio, 2025

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