Viterbo – Mamma derubata del borsello a pediatria dell’ospedale Santa Rosa mentre assiste il figlio che si è fatto male cadendo dal motorino, il presunto ladro è stato condannato ieri in primo grado a un anno e otto mesi di reclusione per furto.
Viterbo – Polizia all’ospedale Santa Rosa
Il giudice Jacopo Rocchi, riqualificando l’iniziale accusa di ricettazione, ha inoltre condannato l’imputato a una multa di 1565 euro oltre che al pagamento delle spese del processo. L’accusa aveva chiesto un anno e quattro mesi e 400 euro di multa.
Il furto risale al 10 maggio 2019. Vittima una 47enne viterbese che si era allontanata dalla camera col figlio in barella al seguito di un’infermiera per accompagnarlo in radiologia a effettuare una lastra.
Tradito da un giaccone mimetico, il presunto ladro, un pregiudicato con diversi precedenti per furto, difeso dall’avvocato Guido Conticelli, era per l’appunto finito a processo con l’accusa di ricettazione.
“Erano circa le 15 e io, uscendo dalla stanza, ho lasciato la borsa dentro l’armadietto di mio figlio. Sono andata a prenderla solo dopo cena, scoprendo che era aperta e non c’erano più né i soldi, né i documenti, tra cui due tessere bancomat e una carta Bancoposta”, ha spiegato lo scorso 7 marzo in aula la parte offesa,
Il giorno dopo ha saputo che proprio tramite la carta Bancoposta erano stati effettuati quattro prelievi, grazie ai quali è stato identificato l’imputato, tradito dal giubbotto che indossava, come ha spiegato un ispettore della polizia ferroviaria di Orte che si è occupato delle indagini coi colleghi della squadra mobile.
“I primi tre prelievi sono stati effettuati attorno alle 16 presso una banca di via Garbini a Viterbo e il quarto attorno alle 17,15 a Orte. Tutti e quattro in orari compatibili con il gusto e le distanze da Belcolle a via Garbini e da via Garbini a Orte”, ha spiegato il poliziotto.
“Abbiamo acquisito i filmati delle telecamere della videosorveglianza, che hanno inquadrato lo stesso uomo, robusto e con un giaccone mimetico, già noto agli uffici, con precedenti per furto, che poi abbiamo ritrovato con lo stesso giaccone alla stazione Termini durante una scorta viaggiatori”, ha quindi proseguito il testimone, spiegando che a luglio è scattata la perquisizione domiciliare, nel corso della quale il giaccone mimetico è stato rinvenuto nella sua abitazione.
“Abbiamo avvisato la squadra mobile, quindi sono entrati in azione anche loro, perché in quel periodo erano stati denunciati tanti furti a Belcolle – ha proseguito – ma non abbiamo riscontri che attorno alle 15 del 10 maggio 2019 l’imputato si trovasse in ospedale”.
Silvana Cortignani
– Mamma derubata della borsa in ospedale, mentre assiste il figlio caduto dal motorino
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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