Viterbo – (sil.co.) – Quattro mesi fa in tribunale la controversa testimonianza di un viterbese presunta vittima di usura che avrebbe visto un prestito di 10mila euro diventare un debito di 40mila: 30mila euro di interessi in due anni. Martedì ha testimoniato un ex agente della penitenziaria.
Parte civile un 48enne del capoluogo che otto anni fa, il 6 maggio 2017, fece arrestare in flagranza dai carabinieri a Valle Faul, durante uno scambio di denaro, ovvero 500 euro in banconote “segnate”, il presunto strozzino, che sarebbe arrivato a estorcergli fino a 250 euro per ogni giorno di ritardo. Le indagini sono state condotte da carabinieri e guardia di finanza.
In lacrime la mamma, che fino all’ultimo sarebbe stata all’oscuro dei guai del figlio. “Fino a quando – ha raccontato in aula la donna, lo scorso mese di novembre – non mi sono venuti a cercare al mercato, pretendendo da me i soldi”.
Il processo è ripreso nei giorni scorsi con la testimonianza di un ex agente della polizia penitenziaria, che sarebbe stato in auto con la parte offesa un giorno che avrebbe ricevuto per telefono, in viva voce, minacce se non avesse restituito i soldi per l’acquisto di una vettura Audi A4, una delle tante macchine al centro del processo. L’ex penitenziario ha ricordato di averlo visto usarne tre-quattro diverse.
In manette finì un trentenne di Vetralla, conosciuto un paio di anni prima, quando il 48enne aveva eseguito dei lavori di giardinaggio a casa del padre, anche lui imputato assieme alla compagna nel processo ripreso martedì davanti al collegio presieduto dal giudice Francesco Oddi.
La vittima avrebbe ricevuto un prestito di diecimila euro per comprarsi un’Audi A4, che poi lo strozzino si sarebbe ripreso indietro tramite una vendita fittizia per 500 euro.
Si torna in aula a novembre.
Articoli: Figlio nella morsa degli strozzini, la madre: “Sono venuti a cercare me al mercato, pretendendo i soldi” – “Filmato al parcheggio di porta Faul l’ultimo incontro con la vittima…” – Presta 10mila euro e ne rivuole 40mila, usuraio resta ai domiciliari – Perseguita uomo per due anni, arrestato usuraio
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY