Viterbo – (sil.co.) – Non ha spennato nessuna vecchietta la “crocerossina” finita a processo con l’accusa di essersi fatta nominare erede universale da una novantenne cui avrebbe fatto fuori oltre 180mila euro, riscattando inoltre una polizza vita da 150mila euro e due buoni fruttiferi da 100mila e 50mila euro.
Il giudice Jacopo Rocchi, sentito il difensore Cinzia Luperto, ieri ha assolto l’imputata per cui il pm aveva chiesto due anni di reclusione e duemila euro di multa. Parti civili i familiari dell’anziana, che hanno preso il posto della congiunta, deceduta lo scorso mese di marzo, con l’avvocato Simona Mancini.
Imputata una 78enne. I fatti vanno dal 2015 a gennaio 2020, quando la vittima ha allertato i servizi sociali del comune di Viterbo, che hanno rintracciato i familiari dell’anziana, facendo scoprire anni di presunte ruberie, al ritmo di tre-quattromila euro di media al mese per un totale di 185.500 euro, 46mila dei quali prelevati in contanti dall’imputata, che avrebbe anche riscattato una polizza vita da 150mila euro e due buoni fruttiferi da 100mila e 50mila euro, oltre a disporre un bonifico di seimila euro al marito.
La difesa ha sottolineato come durante il dibattimento sia emerso che i rapporti coi parenti “erano interrotti dal 2015, solo la nipote e il marito “allertati dai servizi sociali” abbiano “visto le goccette in cucina”, l’assistente sociale abbia trovato l’anziana e la sua abitazione in ordine: “Non è così strano che in quel contesto abbia nominato unica erede chi la aiutava e le stava vicino”.
Articoli: Morta prima della fine del processo la novantenne “spennata” da crocerossina… – Badante accusata di avere prosciugato conto di anziana, un bancario la difende – Anziana truffata da “crocerossina”, le avrebbe ripulito il conto facendosi nominare erede universale – Accusata di aver truffato una novantenne si difende: “È stata lei a volermi nominare erede a tutti i costi” – Novantenne “spennata” da infermiera volontaria, la nipote: “Si è fatta nominare erede, stordendo la zia con le goccette” – “Le nipoti? Che ci fai con le nipoti? Ci penso io”, volontaria accusata di truffa da una novantenne
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY