Viterbo – (sil.co.) – Sorpresa con la droga nella borsetta fuori scuola, spacciatrice patteggia sei mesi da scontare coi lavori di pubblica utilità.
Si tratta della 46enne viterbese fermata dalla polizia la mattina del 10 marzo con 12 involucri di eroina nella borsa nei pressi della scuola della Pila, per un totale di circa 4 grammi di sostanza stupefacente. Bloccata da una volante, la donna è stata adocchiata nel parco adiacente l’ingresso dell’istituto comprensivo statale “Pietro Vanni”, che ospita studenti della scuola primaria e secondaria di primo grado, in via Carlo Cattaneo a Viterbo.
Alla luce delle analisi sulla sostanza, ieri il giudice Caterina Mastropasqua ha accolto la richiesta del rito alternativo che prevede lo sconto di un terzo della pena del difensore Remigio Sicilia, il quale ha anche chiesto la conversione della pena in lavori di pubblica utilità.
La perquisizione personale effettuata ha consentito di rinvenire diverse dosi di sostanza stupefacente del tipo eroina già confezionate e pronte per la vendita, occultate all’interno della sua borsetta. Anche la successiva perquisizione domiciliare ha permesso di reperire un bilancino di precisione e altro materiale idoneo al confezionamento della droga.
La 46enne, nel frattempo, oltre ad essere sottoposta alla misura cautelare dell’obbligo di firma, è stata anche raggiunta dal Daspo del questore, ovvero la misura di prevenzione del divieto di accesso alle aree urbane, col divieto per tre anni di accedere e stazionare nei pressi e nelle immediate vicinanze delle scuole e nei locali pubblici o aperti al pubblico ubicati nelle immediate vicinanze. In passato era già stata destinataria della misura di prevenzione dell’avviso orale del questore, avendo a suo carico numerosi precedenti, anche specifici.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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