Viterbo – ( sil.co.) – È stato assolto il nonno di 76 anni accusato di perseguitare la figlia e il genero dopo che quest’ultimo lo avrebbe aggredito fuori della scuola della Pila intimandogli di non andare più a prendere i nipoti all’uscita.
Polizia e 118 – immagine di repertorio
Era il 15 novembre 2023 e una settimana dopo, il 23 novembre, l’anziano fu trovato in macchina privo di sensi di fronte alla Canevari, dove stava aspettando i nipoti per fare loro un saluto, colpito da un pugno sferrato dal finestrino, per cui è finito in gravi condizioni al Santa Rosa e ha sporto denuncia. Contro ignoti, non avendo visto l’aggressore.
Per quel pugno, il genero deve rispondere di lesioni. A suo carico un video, in cui non si vede l’autore del gesto, ma se ne riconoscerebbero la sagoma e le movenze. La figlia del 76enne, sentita in questura a dicembre 2023 a sommarie informazioni, avrebbe detto “da questo momento per me mio padre è morto'”. E così sarebbe stato.
In seguito alla denuncia per stalking, il padre è stato sottoposto al divieto di avvicinamento rafforzato dal braccialetto, finendo in manette durante un funerale, lo scorso mese di settembre, quando è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di avere violato la misura, perché alle esequie erano presenti anche la figlia e il genero
Non solo il difensore Remigio Sicilia, ma la stessa accusa, mercoledì, hanno chiesto l’assoluzione, accordata con formula piena, perché il fatto non sussiste, dal giudice Giacomo Autuzi.
Decisive le testimonianza e l’esame dell’imputato, un ex ferroviere sposato con una hostess di volo, che all’udienza dello scorso 26 giugno ha detto di avere fatto “da mamma e papà” alla figlia: “Quando ha compiuto un anno e mia moglie è tornata a lavorare, me la portavo io al nido dei ferrovieri. Poi sono andato in pensione per motivi di salute e l’ho cresciuta fino a 18 anni, eravamo in simbiosi”, ha raccontato.
“Fino a quando non ha conosciuto il futuro marito, con cui ho parlato solo quattro volte, l’ultima quando, dopo tre anni che andavo a prenderli a scuola, mi ha strappato mio nipote e detto ‘i nipoti te li devi scordare’. Io e mia moglie siamo stati solo al loro matrimonio, nel 2014, ma dopo essersi preso nostra figlia, ci ha esclusi da ogni festa e ogni cerimonia di famiglia. Non ci hanno invitati ai battesimi, né alla laurea di mia figlia, mentre che lei era stata assunta lo abbiamo saputo dai social perché a noi non lo ha detto”, ha spiegato.
Una versione confermata dalla moglie, anche lei come il marito esclusa da due anni dalla vita della figlia e della sua famiglia.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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