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Tribunale - Sospensione della pena subordinata a percorso di recupero - L'accusa aveva chiesto 4 anni

Picchiata per i pantaloncini corti, ex condannato a 2 anni di reclusione

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Violenza sulle donne

Violenza sulle donne

Viterbo – (sil.co.) – Picchiata dal compagno perché era andata con un’amica e i figli a pratogiardino Lucio Battisti indossando un paio di pantaloncini corti.

Era la sera di domenica 18 giugno 2023 e ieri l’uomo, un operaio di origini bulgare, è stato condannato dal collegio a due anni di reclusione per maltrattamenti con la concessione delle attenuanti e la sospensione della pena subordinata alla frequenza di un percorso di recupero almeno bisettimanale una volta che la sentenza sarà passata in giudicato.

L’imputato, cui è stata concessa la revoca della misura cautelare dell’allontanamento, è assistito dall’avvocato Samuele De Santis, protagonista di un’appassionata difesa dopo che la pm Aurora Mariotti ha chiesto una condanna a 4 anni di carcere senza alcuna attenuante.

Parte offesa una 31enne d’origine romena, madre di due figli, una femmina e un maschio, quest’ultimo avuto dell’imputato. La donna, che non si è costituita parte civile al processo, è stata accompagnata a testimoniare in tribunale dai carabinieri, avendo mancato due udienze.

“La sera di domenica 18 giugno 2023, lui non voleva che lei venisse con me a pratogiardino Lucio Battisti. Hanno litigato e quando è tornata a casa, indossando un paio di pantaloncini corti, lo ha trovato ubriaco e arrabbiato, che le ha dato un pugno sulla schiena. Me lo disse su Whatsapp”, ha riferito in aula un’ex amica della vittima, che dopo la denuncia sarebbe diventata, a suo dire, l’amante del marito. Il che non le ha impedito di confermare l’aggressione da cui è scaturito il processo.

La donna, inoltre, ha tirato in ballo anche alcune maestre di un asilo del capoluogo che, pur non denunciando, avrebbero saputo dai figlioletti della parte offesa che la madre veniva picchiata dal compagno.


Articoli: Picchiata per i pantaloncini corti, l’ex amica: “Lo ha cacciato e si è presa mio marito” – Picchiata dall’ex, lo denuncia dopo anni: “Avevo bisogno di lui, visto che non mi faceva lavorare”


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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2 luglio, 2025

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