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Tribunale - Imputato di lesioni a pubblico ufficiale un 43enne - Ha colpito con violenza ai genitali il militare, mandandolo in ospedale

Prende a calci un carabiniere, che rischia grosso: assolto per totale vizio di mente

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Carabinieri e 118 - Foto di repertorio

Carabinieri e 118 – Foto di repertorio

Viterbo – (sil.co.) – Si era scagliato contro un carabiniere mentre stava nella sala d’attesa di una caserma del comprensorio del lago di Bolsena, mandandolo in ospedale dopo averlo colpito con un violento calcio ai genitali.

Giovedì è stato prosciolto dal giudice Giovanna Camillo, per totale vizio di mente all’epoca dei fatti, quando era stato giudicato incapace di intendere e di volere nonché socialmente pericoloso. 

Nel frattempo, dopo avere trascorso gli ultimi tre anni in una Rems, da dove è uscito lo scorso mese di febbraio, il tribunale di sorveglianza ha dichiarato cessata la pericolosità sociale, per cui il giudice, prendendo atto del difetto di imputabilità,  ha ritenuto di non dovere disporre alcuna misura di sicurezza. L’imputato, di conseguenza, è completamente libero. 

A processo per lesioni a pubblico ufficiale un 43enne che tre anni fa, nell’estate del 2021, si è reso protagonista di un sanguinoso episodio all’interno della stazione, dove si trovava assieme a una donna. 

“Quando sono entrato nella sala d’attesa lei era calma, mentre lui fissava il muro con lo sguardo vuoto. All’improvviso ha preso una sedia e me l’ha tirata, poi mi ha sbattuto sul muro e preso per il collo, infine mi ha sferrato un calcio sui genitali”, ha spiegato ieri in aula il militare, sentito come testimone. 

Un’aggressione finita per il carabiniere in ospedale. “Il dolore era fortissimo e il personale sanitario mi ha invitato a prendere tutte le precauzioni del caso, se avessi sanguinato sarei dovuto tornare al pronto soccorso di corsa. Per fortuna si è risolto tutto in pochi giorni senza complicazioni”, ha riferito. 

Con l’occasione il 43enne, difeso dall’avvocato Luigi Mancini, gli avrebbe detto anche che non era il primo carabiniere che stava aggredendo: “Ho già picchiato il comandante di un’altra stazione”.


– Prende a calci un carabiniere e gli dice: “Ho già picchiato un comandante”


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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18 ottobre, 2025

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