Montefiascone – (sil.co.) – È stato condannato a sette mesi di reclusione e al risarcimento in sede civile dei danni l’ex marito 53enne di Montefiascone che avrebbe minacciato di morte la ex davanti al figlio adolescente: “Tanto anche se ti ammazzo, in galera non ci vado”.
Aggressione – Foto di repertorio
L’imputato, in attesa che venga quantificato il risarcimento, dovrà intanto versare alla donna una provvisionale di mille euro. E una volta che la sentenza sarà divenuta definitiva dovrà frequentare un percorso di recupero di almeno quattro mesi, in cambio della sospensione condizionale della pena e della non menzione. L’accusa aveva chiesto la condanna a un anno e dieci mesi di reclusione.
Parte civile con l’avvocato Luigi Mancini la ex. Tra gli episodi per cui l’ex è finito davanti al giudice Jacopo Rocchi con l’accusa di stalking, l’aggressione che avrebbe subito mentre si trovava assieme a un amico sul lungolago di Montefiascone la sera del 2 agosto 2024. La donna è stata medicata in ospedale con una prognosi di cinque giorni, mentre l’uomo è stato colpito dal divieto di avvicinamento col braccialetto elettronico.
L’avvocato di parte civile Luigi Mancini
Lo scorso aprile è finito ai domiciliari, in seguito all’aggravamento della misura per essersi avvicinato nuovamente alla ex, una sera che pretendeva dal figlio la restituzione delle chiavi della minicar che gli aveva regalato, prendendosela con la madre intervenuta per difenderlo. Contestualmente alla condanna, gli è stato revocato l’obbligo di dimora, misura cui era tuttora sottoposto in attesa della sentenza.
Il difensore di parte civile Mancini, nel corso della discussione, ha inoltre ricordato come l’imputato abbia aggredito il figlio anche in passato, picchiandolo quando aveva 12 anni e poi facendosi refertare al pronto soccorso sostenendo che era stato il bambino ad aggredirlo e che lui si era soltanto difeso. Quale altro padre farebbe una cosa del genere?”, si è chiesto l’avvocato.
L’imputato, che ha sempre negato tutto, ribaltando anzi i ruoli, durante l’interrogatorio davanti al giudice dello scorso luglio ha rilanciato dicendo della moglie picchiata al lago “è caduta da sola” e delle botte al figlio “mi ha aggredito lui”.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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