Viterbo – “Artem era un ragazzo sereno e solare, nulla poteva far presagire questa tragedia…”. Sono i legali della famiglia del 13enne trovato senza vita in via Palmanova nella notte tra il 6 e il 7 gennaio a fare il suo ritratto. Quello di un giovane “che non aveva mai manifestato disagi o problemi, sempre sorridente”. Per questo dare una spiegazione a quello che è successo sembra sempre più difficile, quasi impossibile.
Artem Shyliuk
Il corpo di Artem Shyliuk, precipitato dalla finestra di casa facendo un volo di oltre nove metri, è stato trovato senza vita attorno alle 3,30 del mattino, nella notte tra il 6 e il 7 gennaio scorso. A fare la drammatica scoperta la madre, affacciandosi dal suo appartamento al terzo piano. La donna, non parlando italiano, avrebbe chiamato la figlia che vive in Toscana che poi ha lanciato l’allarme al Nue 112. Immediato l’arrivo dei sanitari sul posto che hanno tentato il tutto per tutto per rianimare il tredicenne, ma per lui non c’è stato nulla da fare.
Artem Shyliuk
Venerdì, su disposizione del pm Michele Adragna che coordina le indagini, all’obitorio del cimitero San Lazzaro è stata eseguito l’autopsia dal medico legale Giuseppe Delogu dell’università La Sapienza di Roma. Per gli esiti ufficiali ci sarà da attendere circa due mesi, tanto il tempo richiesto dal perito: stando a quanto trapelato, la maggior parte delle lesioni sul corpo del 13enne sarebbero state riscontrate nella bassa schiena, a rafforzare la ricostruzione secondo cui Artem si sarebbe prima seduto sul davanzale della finestra poi si sarebbe lasciato andare. Nel vuoto.
Viterbo – Via Palmanova dove viveva Shyliuk Artem
Per la sua morte, in procura è stato aperto un fascicolo contro ignoti per istigazione al suicidio. Ed è per questo che gli inquirenti ora stanno indirizzando e focalizzando le indagini nella vita scolastica del piccolo Artem e sul web: nelle scorse ore sono stati sequestrati i dispositivi utilizzati dal ragazzino – come telefono e tablet – che verranno esaminati da un perito informatico, e sono stati ascoltati compagni di classe e insegnanti della scuola media Egidi che frequentava. Per gli inquirenti sarà fondamentale capire se dietro a questa tragica morte ci siano episodi di bullismo o eventuali pressioni.
Mentre per la famiglia tutto resta ancora inspiegabile. Nessun segnale, nessun sintomo di disagio mostrato in precedenza. Né a casa, né al di fuori. “Era solare – spiegano tramite i loro legali -, non aveva mai manifestato problemi”.
E l’affetto di chi gli ha voluto sta inondando i social: “Abbiamo perso uno dei nostri. Sarai per sempre parte della nostra famiglia” scrivono dalla Volley Life. “Grazie per il vostro supporto – risponde mamma Oksana -, questo è un dolore incommensurabile per me“.
Viterbo – Via Palmanova dove viveva Shyliuk Artem
– “Giocherai per sempre con noi”, i ragazzi del Volley Life salutano Artem
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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