Viterbo – (sil.co.) – Militare accusato di maltrattamenti dalla ex moglie, pure la sorella lo difende: “Mai visti lividi su mia cognata”. Revocato nel frattempo il divieto di avvicinamento.
L’avvocato Remigio Sicilia
Prima della fine del processo la pm Aurora Mariotti ha chiesto al collegio di riascoltare due colleghe della parte offesa, che avrebbero visto i lividi procurati dall’ex marito a una presunta vittima di maltrattamenti, negati ieri dalla ex cognata secondo la quale, nonostante le giornate trascorse insieme in costume da bagno in piscina, non avrebbe mai visto niente.
È ripreso ieri con la testimonianza della sorella dell’imputato, il processo a un militare accusato di maltrattamenti aggravati in famiglia, difeso dall’avvocato Remigio Sicilia, mentre la ex è parte civile con la legale Cinzia Ruperto. Entrambi erano in aula, seduti vicino ai rispettivi difensori.
Al termine dell’udienza il collegio, rinviando a settembre, ha disposto la revoca della misura del divieto di avvicinamento rafforzato dal braccialetto elettronico, in scadenza il prossimo 25 febbraio.
La testimone, rivendicando un rapporto di sorellanza con la ex cognata, ha ripercorso le tappe che, tra il 2023 e il 2024, hanno spinto la coppia a separarsi: la prima volta per scelta di lei, per scelta di lui la seconda e definitiva. Ha inoltre negato scenate da parte del fratello al rientro dalla famosa festa di addio al nubilato swl 2018, trascorsa dalla presunta vittima con lei, la futura sposa e altre amiche a Roma.
Ha detto che la telecamera all’ingresso di casa l’avevano messa di comune accordo il fratello e la cognata, la quale aveva anche lei accesso all’app. Ma soprattutto ha negato di averle mai visto addosso lividi o segni di schiaffi o di altre sospette aggressioni fisiche.
“Per anni abbiamo trascorso le estati insieme in piscina, in costume da bagno. Me ne sarei accorta. Siamo una famiglia molto unita e i rapporti tra noi, mio fratello e sua moglie erano molto stretti e di grande confidenza, lei per me era una sorella. Ci frequentavamo assiduamente, tutti i weekend”.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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