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Tribunale - La vittima, di cui avrebbe abusato da quando aveva 9 anni, lo ha atterrato con una mossa di karate e messo in fuga con una spada da samurai

Accusato di molestie dalla figlia 14enne del miglior amico, sacerdote lo difende

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Viterbo – (sil.co.) – È ripreso ieri davanti al collegio il processo per violenza sessuale in cui la presunta vittima, molestata dal miglior amico del padre da quando aveva 9 anni, giunta all’età di 14 lo avrebbe atterrato con una mossa di karate e messo in fuga con una spada da samurai. Nel frattempo aveva seguito un corso di arti marziali. Tra i testimoni della difesa, un sacerdote. 


Remigio Sicilia

Il difensore Remigio Sicilia


Imputato un filippino di 57 anni, difeso dall’avvocato Remigio Sicilia, tornato nel frattempo in patria per problemi di salute. Sarebbe successo sei anni fa a Viterbo, pochi giorni prima di Natale. 

È stata la volta dei tre testimoni della difesa, tra i quali il parroco della comunità filippina, il quale ha spiegato davanti al pm Flavio Serracchiani come la notizia della denuncia da parte del padre della parte offesa abbia fatto in breve il giro del web.

“Tramite gruppi e chat Whatsapp, suscitando clamore tra i connazionali perfino in Svizzera”, ha riferito. “Mi dissero che pochi giorni prima il padre aveva chiesto un prestito all’imputato e che aveva litigato anche coi cugini che accusava di avere finanziato in patria l’omicidio di suo padre. Non ha buoni rapporti con la comunità filippina”, ha proseguito il sacerdote, riportando le voci, ma senza riferire notizie di prima mano sui presunti abusi.

La versione della presunta vittima, parte civile con l’avvocato Dominga Martines, fu verbalizzata a sit e poi cristallizzata in sede di incidente probatorio, così come quella di amiche e compagne di scuola.

In aula ha testimoniato una delle amiche della parte offesa, una ragazza oggi 19enne cui la vittima confidò che la la mattina di domenica 20 dicembre 2020 era stata vittima di molestie sessuali da parte di un adulto 57enne, L’imputato è padrino di battesimo del fratellino minore, entrato in casa con la scusa di dare un pensierino di Natale al piccolo, mentre i genitori erano assenti. “Le consigliai di sporgere denuncia”, ha riferito, dicendo di non essere entrata nei dettagli 

Secondo quanto emerso in sede di incidente probatorio, quel giorno le avrebbe toccato il seno e anche il sedere, dopo di che avrebbe cercato di abbassarle i pantaloni del pigiama, premendole i propri organi genitali sulle gambe e mettendole le mani tra le gambe. Quando aveva 9 anni, invece, avrebbe cominciato col toccarle il seno.

Un’altra amica, oggi ventenne, ha confermato di avere saputo della vicenda dalla diretta interessata: “Eravamo compagne di classe, parlavamo in chat e frequentavamo lo stesso gruppo”. Ma ha negato di averle  fatto confidenze su un episodio analogo: “Impossibile, io non ho mai subito molestie da nessuno”, ha concluso. 

Ha indagato la polizia. In primavera la discussione. 


Articoli: “Se lo dici a tuo padre, ti ammazzo”, ragazzina 14enne molestata atterra e mette in fuga amico di famiglia – Molestata dal miglior amico del padre, 14enne lo atterra e lo mette in fuga con la spada da samurai – Abusi sulla vittima da quando era bambina, amico di famiglia alla sbarra per violenza sessuale


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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10 marzo, 2026

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