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Associazione finalizzata alla frode fiscale - 36 gli indagati - Gli accertamenti della finanza sono partiti da un supermercato di Civita Castellana - Rischia il processo anche un 74enne di Montefiascone

Grande distribuzione, chiusa la maxinchiesta sulla “galassia Timpani”

di Silvana Cortignani
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Viterbo – Si è chiusa con 36 avvisi di fine indagine la maxi inchiesta della procura di Roma per associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale nella grande distribuzione.



L’inchiesta è partita da un controllo della guardia di finanza di Viterbo e lo scorso mese di agosto è sfociata nell’arresto dell’imprenditore 71enne Rosario Timpani e dei due figli Massimiliano e Manuel, di 49 e 40 anni, nonché nell’interdizione dalla professione per un anno di un avvocato e di un commercialista.

Rosario e Massimiliano Timpani sono tuttora agli arresti domiciliari.Tra gli indagati per i quali si prospetta la richiesta di rinvio a giudizio, dopo l’invio dei 415 bis da parte del pm Gianfranco Gallo, anche il 74enne di Montefiascone Ercole Mattiussi. 

Sono stati inoltre effettuati sequestri complessivi per oltre 7 milioni di euro nei confronti di 21 soggetti economici e 22 persone fisiche, oltre al sequestro di i 13 compendi aziendali tra società immobiliari e supermercati operanti a Roma e provincia con nomina ed affidamento ad amministratore giudiziario, per garantire la continuità aziendale, oltre a 36 immobili, quote societarie e beni di lusso, tra cui 15 orologi e una Porsche.


Viterbo - Guardia di finanza a porta Faul

Viterbo – Guardia di finanza a porta Faul


I finanzieri del nucleo di Viterbo hanno disarticolato, su disposizione della magistratura romana, un sistema fraudolento attuato nel settore della grande distribuzione, riconducibile al nucleo familiare che gestiva la “galassia Timpani” fatta di numerose società operative, logistiche e immobiliari le quali, attraverso l’utilizzo di fittizi contratti di appalto per la somministrazione di manodopera, in violazione della normativa di settore, emettevano e utilizzavano fatture per operazioni inesistenti, omettendo il versamento dell’Iva delle ritenute fiscali, nonché degli oneri di natura previdenziale e assistenziale.

Secondo l’accusa, al vertice del sodalizio ipotizzato ci sarebbero Rosario Timpani e i figli Massimiliano e Manuel, indicati come promotori e organizzatori di un’associazione per delinquere in concorso articolata su tre livelli. 

Ercole Mattiussi – cui viene contestato anche l’omesso versamento di ritenute previdenziali per 108.643,93 euro nel 2019 e 149.815,42 euro nel 2020 – viene indicato come coinvolto nelle operazioni contestate per il periodo 2018-2020. Per l’anno d’imposta 2019 gli vengono attribuiti elementi passivi fittizi per 549.036,70 euro, con Iva evasa pari a 120.788,07 euro. Nel provvedimento si citano inoltre fatture false per un totale di 1.349.914,90 euro, di cui 903.871,82 euro relative a operazioni soggettivamente inesistenti e 446.043,08 euro a operazioni oggettivamente inesistenti.


Viterbo - Guardia di finanza

Viterbo – Guardia di finanza


L’inchiesta è partita da un controllo della guardia di finanza di Viterbo su un supermercato di Civita Castellana. Nel mirino anche altri punti vendita e diversi negozi di surgelati. 

Il “trucco” sarebbe stato fare ricorso alla somministrazione illecita di manodopera, mascherata con fittizi appalti di servizi e/o collaborazioni tra imprese tramite “contratti di rete”. A farne le spese gli stessi lavoratori, cui non sarebbero stati versati i contributi previdenziali ed assistenziali.

Tra gli indagati, per l’appunto, anche un avvocato 60enne romano amante delle auto di lusso mentre tra le presunte frodi ce n’è una legata al bonus facciate. 

Secondo l’accusa, il professionista avrebbe messo a disposizione le proprie competenze professionali allo scopo di far ottenere finanziamenti alle società gestite dal sodalizio, pur essendo del tutto consapevole del meccanismo fraudolento posto in essere dai gestori, in cambio di una percentuale nonché dell’uso di una Porsche Macan intestata a una delle società del sodalizio. La supercar, assieme a 15 orologi preziosi, è tra i beni per oltre sette milioni di euro che sono stati sequestrati.

Il sodalizio avrebbe omesso sistematicamente il versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali, evadendo le relative ritenute fiscali operate sui redditi corrisposti ai lavoratori e frodando l’Iva attraverso fatturazioni per operazioni soggettivamente inesistenti dalle società e/o cooperative nelle quali sarebbe stata formalmente inquadrata la forza lavoro.

Silvana Cortignani


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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11 luglio, 2026

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