Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Apprendiamo con grande stupore quanto accaduto al liceo Mariano Buratti dove, durante i lavori di ristrutturazione, è stata inserita la scritta “Casa del Balilla” sul frontone della scuola. Un episodio che assume una rilevanza ancora maggiore se si considera l’intitolazione della scuola al professore e partigiano Mariano Buratti.
Il sindacato studentesco del territorio esprime profondo sconcerto e denuncia:
“Non si tratta di una svista o di un restauro conservativo ‘neutrale’ – spiega Lorenzo Colonna, segretario generale della Rete degli studenti medi di Viterbo –. Venga immediatamente rimossa la scritta, restituendo allo spazio i valori della nostra Costituzione”.
Quanto avvenuto al liceo della Tuscia, infatti, non è un intervento di restauro, bensì una riscrittura ex novo di una frase che era presente nel periodo fascista e che poi è stata rimossa nel periodo postbellico.
“Vengano chiarite immediatamente le dinamiche di quanto accaduto – spiega Simone Montori, coordinatore regionale della Rete degli studenti medi del Lazio –. Pensare che su una scuola pubblica possano campeggiare scritte legate al periodo della dittatura fascista è inaccettabile. Il ministero e la provincia chiariscano quanto accaduto”.
Rete degli studenti medi
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