Ronciglione – (sil.co.) – Quindicenne violentata in un parcheggio da un quarantenne amico di famiglia e padre dell’ex fidanzato della sorella, l’uomo è stato condannato ieri dal collegio a sei anni e quattro mesi di reclusione in primo grado e una provvisionale di 10mila euro. Alla vittima, inoltre, è stato riconosciuto un risarcimento da quantificare in sede civile.
Violenza – Immagine di repertorio
Era la notte tra sabato 20 e domenica 21 gennaio del 2024 e la minorenne era uscita a cena coi genitori, fermandosi a bere qualcosa con loro in un un bar vicino casa, dove hanno incontrato l’imputato, che l’avrebbe convinta a seguirlo nel parcheggio, dicendo al padre e alla madre che era stanca e sarebbe andata a dormire.
L’adolescente, che essendo alticcia all’inizio sarebbe stata consenziente, nei giorni successivi ha riferito alla sorella e poi a una psicologa della scuola che quel rapporto sessuale le era stato estorto approfittando della sua vulnerabilità. Versione cristallizzata successivamente in sede di incidente probatorio.
Quando la vicenda è emersa, il tribunale dei minoro di Roma ha disposto il trasferimento della vittima in casa famiglia dove si trova tuttora e la sospensione della potestà ai genitori che non avevano sporto denuncia, nominando tutore il sindaco di Ronciglione. È stato lui a nominare l’avvocato Daniele Nobili perché si costituisse parte civile per la minorenne.
Per l’imputato, originario del centro America come la famiglia della vittima, difeso dagli avvocati Caterina Boccolini e Monica Fortuna, ieri ha testimoniato il figlio 21enne, fidanzato fino al 2022 con la sorella maggiore della parte offesa, il quale l’ha descritta come una ragazzina avvezza all’alcol e di facili costumi, arrivando a dire che a lei suo padre piaceva.
Quindi ha negato di averlo saputo dal genitore: “Mi ha detto solo che era andato con una quindicenne e io ho intuito che era lei”. Salvo ammettere di averle fatto la battuta “meglio se invece di andare con mio padre, venivi con me”, a conferma che sapeva. Il presidente del collegio Francesco Oddi ha disposto la trasmissione degli atti alla procura per falsa testimonianza.
L’avvocato Nobili, sottolineando come la costituzione di parte civile sia stata un atto dovuto da parte del sindaco, ha parlato del “trauma enorme” derivato dalla violenza e dal conseguente allontanamento dalla famiglia, ribadendo come la testimonianza del figlio dell’imputato altro non sia stato che un ulteriore riscontro dell’accaduto.
Il pubblico ministero Flavio Serracchiani ha chiesto che l’imputato venisse condannato a una pena di 6 anni e 4 mesi per violenza sessuale pluriaggravata, accordata dal collegio dopo una breve camera di consiglio.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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