Acquapendente – (sil.co.) – Botte col cacciavite in mano all’autolavaggio, le vittime perdonano furto e botte e il processo si chiude con il non luogo a procedere nei confronti del vecchio titolare egiziano dell’impianto, difeso dall’avvocato Elena Ronchini. Era imputato di furto e lesioni aggravate dall’uso dell’attrezzo.
Carabinieri – Immagine di repertorio
Il cruento episodio, avvenuto ad Acquapendente, risale al sabato primo ottobre 2022, quando è scoppiata una violenta lite in un autolavaggio tra il precedente proprietario di origine egiziana e il nuovo proprietario di origine marocchina. La disputa è nata sul saldo del prezzo d’acquisto dell’impianto. Il nuovo proprietario marocchino, che ha avuto la peggio, si è rifiutato di saldare la cifra restante a causa del malfunzionamento di una centralina indispensabile per il lavaggio meccanico.
A processo è finito l’ex proprietario egiziano, inizialmente arrestato dai carabinieri per rapina, che secondo l’accusa aveva aggredito l’acquirente marocchini e un suo dipendente egiziano con un cacciavite, provocando loro ferite con prognosi rispettivamente di 15 e 7 giorni, appropriandosi, prima di allontanarsi, della centralina contesa.
Tre anni fa il giudice non ha convalidato l’arresto per rapina, riqualificando il reato in furto, disponendo la rimessa in libertà del vecchio proprietario, indagato a piede libero per furto e lesioni aggravate dall’uso del cacciavite. La vicenda giudiziaria è quindi approdata, per la sua definizione, davanti al giudice Giovanna Camillo, che giovedì ha sentito le due persone offese, un 33enne marocchino e un 36enne egiziano.
Il 33enne marocchino, nuovo titolare dell’impianto, che l’anno scorso ha rimesso la querela, ha ammesso il violento litigio e le botte, ma ha negato di essere stato colpito dall’imputato col cacciavite, “lo aveva ma non lo ha usato, ha usato le mani”. Analoga testimonianza ha reso il dipendente 36enne egiziano, che non ha mai sporto denuncia. Entrambe le vittime hanno quindi sottolineato che “la lite è finita lì, abbiamo subito fatto pace”.
Caduta l’aggravante dell’uso del cacciavite e senza le querele, la stessa accusa ha chiesto il non luogo a procedere, deceretato dal giudice dopo una breve camera di consiglio.
– Botte all’autolavaggio, lite tra vecchio e nuovo titolare a colpi di cacciavite
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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