Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tribunale - Era latitante da giugno - Catturato nei giorni scorsi in Lussemburgo - Per il militare 40 giorni di prognosi

Picchiarono carabiniere in discoteca, in tre alla sbarra dopo cattura all’estero dell’ultimo bandito

di Silvana Cortignani
Condividi la notizia:

Viterbo – A gennaio dell’anno scorso picchiarono a sangue un carabiniere in discoteca, la vittima è pronta a costituirsi parte civile contro i componenti del branco. Si tratta di tre ventenni, a processo col giudizio immediato. Due sono stati arrestati a giugno, mentre il terzo, resosi latitante, è stato bloccato nei giorni scorsi in Lussemburgo ed estradato lunedì in Italia.


La polizia all'aeroporto

Il terzo componente del branco è stato prelevato dalla polizia all’aeroporto di Bologna


Lo hanno preso in Lussemburgo alla vigilia della prima udienza del processo col giudizio immediato agli altri due componenti del “branco” che la notte tra il 28 e il 29 gennaio dell’anno scorso picchiarono a sangue un giovane carabiniere in una discoteca di Caprarola. Movente, l’ex ragazza minorenne di uno degli aggressori.

Per quel feroce pestaggio, sfociato in 40 giorni di prognosi per la vittima, un allievo maresciallo oggi 23enne, il successivo 13 giugno furono arrestati dalla squadra mobile due ventenni di Manziana, mentre il terzo componente della banda, anche lui ventenne, d’origine lituana, che si trovava all’estero, si è reso latitante fino a pochi giorni fa, quando è stato bloccato in virtù del mandato di arresto europeo ottenuto dalla procura della repubblica di Viterbo e condotto agli arresti domiciliari nella sua abitazione di Monterotondo. 

Trasferito lunedì in Italia con un volo diretto, all’aeroporto di Bologna il ventenne lituano ha trovato ad attenderlo la polizia. Ieri tutti e tre gli imputati, accusati di lesioni aggravate e rapina, sono comparsi davanti al collegio del tribunale di Viterbo che, dopo l’interrogatorio di garanzia dell’ultimo arrestato, ha rinviato al 9 aprile, su richiesta delle difesa, l’udienza di ammissione delle prove, in previsione della quale il carabiniere è pronto a costituirsi parte civile con l’avvocato Paolo Delle Monache.

Il terzetto, secondo l’accusa, a suon di botte in faccia, avrebbe spezzato due denti al 24enne, fratturandogli anche il naso, con una prognosi di 40 giorni, dopo averlo derubato del telefono cellulare e del portafogli.

Il tutto per una ragazza minorenne, ex fidanzata di uno degli arrestati, che quella sera avrebbe familiarizzato con il militare, in abiti civili in quanto fuori servizio e anche lui semplice avventore del locale, scatenando la reazione del ventenne che, avendo sorpreso la coppia a scambiarsi effusioni, si sarebbe scagliato contro il rivale col supporto dell’amico.

Era la notte tra il 28 e il 29 gennaio quando al numero unico di emergenza 112 è giunta una segnalazione per rapina e violenza sessuale in una discoteca di Caprarola.

Secondo quanto appurato dagli investigatori, dopo avere scoperto dal tesserino dell’arma custodito all’interno del portafoglio che il rivale appena ridotto a una maschera di sangue era un carabiniere, avrebbe cominciato a chiedere ripetutamente alla ex se l’avesse stuprata, “facendo divenire la versione univoca dei fatti quella di una spedizione punitiva in difesa della minore”, come si legge nella nota della questura relativa al duplice arresto.

Alla polizia è però bastato visionare le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza del locale e ascoltare i numerosi testimoni per escludere in breve l’ipotesi della violenza sessuale. 

Pronto a costituirsi parte civile contro i suoi aggressori il 23enne, assistito dall’avvocato Paolo Delle Monache, il quale, nonostante la velocissima archiviazione, oltre che con una lunga convalescenza, si è trovato anche a dovere fare i conti con l’apertura di un’indagine per il grave reato di violenza sessuale su una minorenne.

Oltre al danno, la beffa. Analizzando gli smartphone degli arrestati e anche quello della minorenne, sono emerse conversazioni in cui il brutale pestaggio veniva commentato con affermazioni di esultanza per aver picchiato un appartenente alle forze dell’ordine.


– Carabiniere picchiato a sangue in discoteca, in manette anche il terzo componente della banda


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Condividi la notizia:
6 marzo, 2024

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/tamponamento-tra-due-auto-sulla-teverina/