Condividi:Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
Viterbo - Orazio Francesco Piazza alla processione con il cuore di Santa Rosa ricorda il suicidio di Matubbar in piazza San Lorenzo: “Rischiamo di perdere la misura di valori come rispetto, dignità, coerenza, pudore” - FOTO e VIDEO
Viterbo – “In questa piazza un giovane si è impiccato ed è passato inosservato”. Il vescovo Orazio Francesco Piazza prima della partenza della processione con il cuore di Santa Rosa. Sul sagrato della cattedrale. Il 2 settembre, uno dei giorni più importanti per la città di Viterbo. Il giorno che precede il trasporto della Macchina di Santa Rosa.
Il vescovo Orazio Francesco Piazza
“Richiamo di perdere la misura di valori importanti – precisa poi Piazza -. Valori come rispetto, dignità, coerenza, pudore”.
A pochi metri di distanza dal duomo, la colonna dove il 21 luglio Abul Basar Matubbar si è ucciso dopo mesi di violenze e una vita durissima.
Viterbo – La bandiera messa dalla Uila in ricordo di Matubbar
Sempre su quella colonna, il 21 agosto, a un mese di distanza dalla morte del 35enne, il sindacato Uila ha affisso la bandiera del Bangladesh, il paese di origine del giovane e lasciato un mazzo di fiori. “Una bandiera – sottolinea il vescovo – che ha molte cose da dire alla città”.
Md Abul Basar Matubbar
Nei giorni successivi al suicidio di Matubbar don Luigi Fabbri ha tenuto delle messe in suffragio per Matubbar direttamente in cattedrale.
Viterbo – La processione del cuore di Santa Rosa
Ad ascoltare le parole del vescovo, al termine del corteo storico partito alle 5 e mezza dalla chiesa di Santa Rosa, dove poi tornerà la processione, ci sono la sindaca Chiara Frontini, la vice presidente del parlamento europeo Antonella Sberna, il presidente della provincia Alessandro Romoli, il presidente del Sodalizio dei facchini Massimo Mecarini, assessori, consiglieri comunali, autorità civili, militari e delle forze dell’ordine, l’ideatore di Dies Natalis Raffaele Ascenzi, i costruttori della Macchina di Santa Rosa Vincenzo e Mirko Fiorillo, i rappresentanti delle realtà associative di Viterbo e della Tuscia.
“Le condizioni del presente – dice il vescovo – richiedono riflessione profonda. Una riflessione fondamentale”.
Viterbo – La processione del cuore di Santa Rosa
“È facile usare il nome di Rosa – prosegue Piazza -, bisogna invece seguire il suo nome. Un nome che non può essere solo l’espressione di una forma”.
Sulle scale della cattedrale ci sono tutti i sacerdoti, con loro anche Vasile Bobita della chiesa ortodossa di via Saffi.
In piazza ci sono i facchini del 3 settembre e i facchini delle minimacchine del centro storico, Pilastro e Santa Barbara.
Viterbo – La processione del cuore di Santa Rosa
“I bambini hanno lo sguardo proteso su valori che non possiamo banalizzare – continua il vescovo -. È facile appellarsi ai valori, più difficile viverli. Ma è questo che dobbiamo fare”.
“Oggi rischiamo invece di aver perso la misura di valori importanti – aggiunge Piazza -. Valori come rispetto, dignità, coerenza, pudore. E il pudore è un valore importante. Pudore significa rispetto di se e dell’altro”.
Viterbo – La processione del cuore di Santa Rosa
“La mia – commenta poi il vescovo – vuole essere un’ammonizione gioiosa ma responsabile affinché diventi un impegno per vivere, amare e sperare. Dobbiamo dare un futuro si giovani, ma gli dobbiamo parlare chiaro, mostrandogli il senso autentico della vita”.
“Abbiamo bisogno di un cuore autentico – conclude il vescovo -, come quello di Santa Rosa. Un cuore che sa spendersi e che non si nasconde. Un cuore che sa essere trasparente nella verità”.