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Montalto di Castro - Imputati due trentenni nordafricani, vittima un connazionale

Sparatoria tra pusher in pineta, al processo per tentato omicidio testimonia il commissario di polizia di Tarquinia

di Silvana Cortignani
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Montalto di Castro – Sparatoria tra pusher, il dirigete del commissariato di Tarquinia testimone all’ultima udienza del processo in corso a Civitavecchia contro i due trentenni tunisini imputati di tentato omicidio e porto abusivo di armi per avere quasi ammazzato un connazionale nella pineta dello spaccio di Montalto di Castro il primo luglio dell’anno scorso.


Tarquinia - Polizia di stato

Tarquinia – Polizia di stato


Era sabato primo luglio dell’anno scorso quando ci fu una sparatoria nella pineta che separa Marina di Montalto dalla spiaggia delle Murelle. Movente, secondo quanto emerso, sarebbe stato un debito di droga. Si parlò di resa dei conti tra bande di spacciatori nordafricani. Per l’accusa fu tentato omicidio. 

Vittima un trentenne, ricoverato d’urgenza al pronto soccorso del presidio ospedaliero di Tarquinia con una ferita d’arma da fuoco all’addome.

Un colpo di pistola sparato a bruciapelo alla pancia, che poteva essergli fatale. Fu soccorso da un automobilista che lo ha trovato sanguinante in mezzo alla strada, mentre chiedeva aiuto tenendosi la ferita.

Operato d’urgenza, ha riportato lesioni gravissime, giudicate guaribili in 40 giorni.

Il processo è entrato nel vivo giovedì davanti ai giudici del collegio del tribunale di Civitavecchia con l’attesa deposizione del dirigente Antonio Mancini del commissariato di Tarquinia, il quale ha ricostruito in aula le indagini che hanno condotto il personale della questura all’identificazione dei presunti responsabili e all’emissione da parte del tribunale del mandato di cattura nei confronti della coppia di nordafricani.

Gli imputati sono difesi dagli avvocati Simona Mancini del foro di Viterbo e Gabriele Dell’Unto del foro di Roma. Sono previsti tempi veloci per la sentenza, prevista a novembre, quando saranno prima ascoltati anche due operanti, pure loro testimoni citati dal pubblico ministero titolare del fascicolo aperto dalla procura della città portuale, competente per territorio anche se la violenta aggressione si è consumata in provincia di Viterbo.

Silvana Cortignani


Simona Mancini

L’avvocato Simona Mancini – Difensore di uno dei due imputati

 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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24 settembre, 2024

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