Montalto di Castro – Sparatoria tra pusher nella pineta dello spaccio, condannati a cinque anni di reclusione per tentato omicidio due trentenni tunisini. L’accusa aveva chiesto otto anni di carcere.
Tarquinia – Polizia di stato
Si è chiuso ieri davanti al collegio del tribunale di Civitavecchia il processo ai due trentenni tunisini imputati in concorso di tentato omicidio e porto abusivo di armi per avere quasi ammazzato un connazionale nella pineta dello spaccio di Montalto di Castro il primo luglio 2023.
Era un sabato di inizio estate quando ci fu una sparatoria nella pineta che separa Marina di Montalto dalla spiaggia delle Murelle. Movente, secondo quanto emerso, sarebbe stato un debito di droga. Si parlò di resa dei conti tra bande di spacciatori nordafricani. Per l’accusa fu tentato omicidio.
Vittima un trentenne, ricoverato d’urgenza al pronto soccorso del presidio ospedaliero di Tarquinia con una ferita d’arma da fuoco all’addome. Un colpo di pistola sparato a bruciapelo alla pancia, che poteva essergli fatale. Fu soccorso da un automobilista che lo ha trovato sanguinante in mezzo alla strada, mentre chiedeva aiuto tenendosi la ferita. Operato d’urgenza, ha riportato lesioni gravissime, giudicate guaribili in 40 giorni.
Sul gravissimo fatto di sangue che ha scosso il litorale all’inizio della stagione balneare hanno indagato gli uomini del commissariato di polizia di Tarquinia, coordinati dalla procura di Civitavecchia. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Simona Mancini del foro di Viterbo e Gabriele Dell’Unto del foro di Roma.
Tradito da una rissa uno di loro è stato arrestato a Terni, dopo sette mesi di latitanza. È finito in manette il 22 febbraio dell’anno scorso, dopo una rissa in piazza della Pace, in cui sono rimasti coinvolti quattro tunisini, tra i quali per l’appunto lui, che era privo di documenti, un 21enne, una donna di 29 anni e un minorenne trovato in possesso di una dose di cocaina.
Scoperto chi era e che era colpito da mandato di cattura, in seguito all’ordinanza di misura cautelare in carcere emessa a luglio 2023 dal gip del tribunale di Civitavecchia, per il trentenne sono scattate le manette. In Italia era giunto nel 2021, presentando domanda per la protezione speciale, rimasta però inevasa. L’accesso al mondo dello spaccio gli ha fornito non solo una fonte di reddito ma anche una pistola, strumento del tentativo di omicidio per il quale è stato infine arrestato e ieri condannato a cinque anni in primo grado. Ne ha rischiati otto di prigione.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY