Montalto di Castro – Sparatoria nella pineta dello spaccio a Montalto di Castro, due tunisini alla sbarra per tentato omicidio e porto abusivo di armi. Uno degli imputati è il trentenne arrestato un mese fa a Terni, l’altro è latitante. Vittima un connazionale.
Polizia – foto di repertorio
Fu tentato omicidio. Prenderà il via a maggio a Civitavecchia il processo per tentato omicidio e porto abusivo di armi al tunisino trentenne irregolare sul territorio nazionale arrestato il mese scorso a Terni. È invece ancora ricercato un secondo uomo, il presunto complice, identificato anch’esso dagli uomini del commissariato di Tarquinia. Si tratta di un connazionale, sul quale pure pende un mandato di cattura, che nel frattempo ha fatto perdere le sue tracce e si è reso latitante. I fatti risalgono a luglio dell’anno scorso.
Sparatoria in pineta. I fatti, risalenti a sabato primo luglio dell’anno scorso, sono avvenuti nella pineta che separa Marina di Montalto dalla spiaggia delle Murelle. Movente della sparatoria, secondo quanto emerso, sarebbe stato un debito di droga. Si parlò di resa dei conti tra bande di spacciatori nordafricani.
Tragedia sfiorata. Vittima un connazionale degli indagati, un altro trentenne, ricoverato d’urgenza al pronto soccorso di Tarquinia con una ferita d’arma da fuoco all’addome. Un colpo di pistola sparato a bruciapelo alla pancia, che poteva essergli fatale. Fu soccorso da un automobilista che lo ha trovato sanguinante in mezzo alla strada, mentre chiedeva aiuto tenendosi la ferita. Operato d’urgenza, ha riportato lesioni gravissime, giudicate guaribili in 40 giorni.
Tradito da rissa a Terni. Il trentenne tunisino, che era ricercato da sette mesi, è stato arrestato a Terni dalla polizia di stato lo scorso 22 febbraio, dopo una rissa in piazza della Pace, in cui sono rimasti coinvolti quattro tunisini, tra i quali per l’appunto lui, che era privo di documenti, un 21enne, una donna di 29 anni e un minorenne trovato in possesso di una dose di cocaina. Scoperto chi era e che era colpito da mandato di cattura, in seguito all’ordinanza di misura cautelare in carcere emessa a luglio 2023 dal gip del tribunale di Civitavecchia, per il trentenne sono scattate le manette.
In Italia da tre anni. L’arrestato, giunto in Italia nel 2021, aveva presentato domanda per la protezione speciale, rimasta però inevasa. La sua vita si sarebbe poi trasformata in un’esistenza di marginalità, spostandosi da un luogo all’altro e vivendo di espedienti. L’accesso al mondo dello spaccio gli ha fornito non solo una fonte di reddito ma anche una pistola, strumento del tentativo di omicidio per il quale è stato infine arrestato.
Gli imputati sono difesi dagli avvocati Simona Mancini del foro di Viterbo e Gabriele Dell’Unto del foro di Roma.
Silvana Cortignani
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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