Vetralla – Boscaiolo ucciso dal trattore, processo bis per i datori di lavoro di Botan Dumitru.
I carabinieri sul luogo dove si è ribaltato il trattore (nel riquadro Botan Dumitru)
Assolti in primo grado il 30 giugno 2022, sono Dante Presciutti e Zechir Mahmudov, 50 e 47 anni, difesi dagli avvocati Francesco e Roberto Massatani e Samuele De Santis, per i quali la procura – che ha presentato ricorso in secondo grado, sottoscritto dai pubblici ministeri Stefano D’Arma e Michele Adragna nonché dal procuratore capo Paolo Auriemma – aveva chiesto 4 e 3 anni di reclusione per omicidio colposo e violazioni amministrative e nel campo della sicurezza del lavoro.
Ieri la corte d’appello di Roma ha deciso di rinnovare l’istruttoria, dando vita a un vero e proprio processo bis, la cui prima udienza è stata fissata in primavera, con tanto di riesame dei testimoni.
Non si è quindi ancora chiusa, anzi è più che mai aperta, la vicenda giudiziaria scaturita dal drammatico infortunio sul lavoro che cinque anni e mezzo fa ha provocato la morte del boscaiolo Botan Dumitru, il 29enne d’origine romena ma residente da sempre a Vetralla, dove aveva messo su famiglia, ucciso dal trattore con cui stava caricando legna nei boschi tra Vitorchiano e Soriano del Cimino il 19 giugno 2019, in località Acquaspasa-Piangoli.
Erano circa le 11 di mattina quando il trattore guidato dall’operaio addetto alla raccolta della legna si impennò su una radice, precipitando in fondo a un dirupo provocando la morte sul colpo del conducente.I datori di lavoro furono arrestati cinque mesi dopo. Per le difese l’incidente in cui ha perso la vita il 29enne, padre di due bimbi che hanno oggi 7 e 4 anni, è stata una tragica fatalità.
Ieri, per l’appunto, la corte d’appello di Roma ha disposto la rinnovazione dell’istruttoria, ovvero un vero e proprio processo bis, che si aprirà la prossima primavera, per riascoltare ben dieci testimoni, cinque alla prima udienza, citando per ora solo i testi dell’accusa, salvo il diritto delle difese di presentare istanza per sentire anche i propri testimoni.
Per riformare in secondo grado una sentenza d’assoluzione in condanna, come chiesto dalla procura, serve infatti una motivazione rafforzata, che nel caso dovrebbe promanare dalle rivalutazione delle testimonianze dichiarative. Per questo i giudici d’appello hanno disposto la citazione dei carabinieri e dei forestali, del teste tecnico della procura Carnevali che aveva detto che lì il trattore ci poteva stare, della persona offesa ovvero la vedova e madre dei due figli minori di Dumitru e dei boscaioli romeni colleghi della vittima.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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