![]() Botan Dumitru |
Vetralla – (sil.co.) – False giornate lavorative nei boschi. È uno dei filoni di indagine scaturiti dalla tragica fine di Botan Dumitru, l’operaio travolto e ucciso dal trattore nei boschi di Soriano del Cimino. A giudizio i due “principali” della vittima, assolti in primo grado dall’accusa di omicidio colposo e in attesa dell’esito del processo d’appello proposto dalla procura che ne chiede la condanna.
In attesa di sapere l’esito del ricorso in appello della procura contro l’assoluzione in primo grado dall’accusa di omicidio colposo in concorso, per i datori di lavoro si è aperto ieri davanti al giudice Daniela Rispoli un nuovo processo, per concorso in truffa aggravata all’Inps e falso, scaturito dagli accertamenti successivi alla morte di Dumitru,
Botan, un immigrato d’origine romena ma residente da anni con la giovane moglie e la famiglia a Vetralla, aveva appena 29 anni ed era padre di due figli in tenera età quando, il 19 giugno 2019, il trattore col quale stava caricando la legna in località Acquaspasa-Piangoli si impennò su una radice, precipitando in fondo a un dirupo e provocando la morte sul colpo del conducente.
Per quell’infortunio, a distanza di cinque mesi furono arrestati i datori di lavoro, Dante Presciutti e Zechir Mahmudov, di 50 e 47 anni, secondo l’accusa rispettivamente amministratore di fatto e prestanome della ditta, difesi rispettivamente dagli avvocati Francesco Massatani e Samuele De Santis, sostituito dalla collega Marina Bernini all’udienza di ammissione delle prove.
Al centro del processo che si è aperto ieri le giornate lavorative relative a quindici “lavoratori”. Gli imputati, tra il 2018 e il 2019, con artifici e raggiri, avrebbero falsamente denunciato all’Inps complessivamente 2.284 giornate lavorative, risultate non corrispondenti al vero, con cui richiedere la liquidazione delle indennità.
Secondo l’accusa, gli imputati avrebbero agito nell’ambito del fenomeno delle speculazioni e delle truffe sulla previdenza agricola. Tempi lunghi per il processo, con il giudice che ha calendarizzato cinque udienze, in programma tra i mesi di gennaio e maggio del 2026.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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