Scavi in piazza del comune – I resti ritrovati – La visita
Viterbo – “Ci saranno sicuramente altri scavi archeologici nell’area che va verso via Ascenzi, la durata precisa dei lavori non posso darla”, l’archeologa incaricata delle operazioni di scavo preventivo Alessandra Spina. L’altro giorno l’apertura al pubblico del cantiere di piazza del Comune dove da ottobre sono in corso degli importanti scavi archeologici che hanno portato alla luce una necropoli dove, finora, sono state individuate 25 sepolture, tra cui tre bambini e un neonato.
Non solo, “ma le strutture trovate nella piazza – aggiunge Spina – potrebbero essere degli edifici medievali successivamente distrutti”.
“Le sepolture di piazza del Comune – prosegue poi l’archeologa – vanno invece rimosse e non vanno lasciate così come sono state trovate. Tutti gli scheletri che sono in vista vanno recuperati e al tempo stesso vanno recuperate anche più informazioni possibili”.
Viterbo – Scavi in piazza del comune – Le strutture che potrebbero corrispondere a edifici medievali
Lo scavo si ferma qui o andrete avanti?
“Nel momento in cui si vanno a intaccare i livelli antropici e archeologici, lo scavo si deve fermare quando si arriva al banco naturale. Questa è la prassi. Oppure, quando ci sono delle strutture lo scavo si ferma quando si raggiunge una situazione chiara e comprensibile. Le sepolture di piazza del Comune vanno invece rimosse e non vanno lasciate così come sono state trovate. Tutti gli scheletri che sono in vista vanno recuperati e al tempo stesso vanno recuperate anche più informazioni possibili”.
Quindi continuerete lo scavo?
“Sì, continueremo a scavare stratigraficamente. La profondità non so dirla perché nulla vieta che, al di sotto di questo livello di sepolture con tegole, ci possa essere il banco”.
Quanto durerà lo scavo?
“Non posso parlare di durata dei lavori perché il meteo ci ha fermato per diversi giorni. Ad esempio abbiamo saltato quattro giorni di lavoro che, con il week end, sono diventati una settimana. Sicuramente dobbiamo proseguire l’indagine in quest’area, ma la durata precisa dei lavori non posso darla. Il comune ha le sue proiezioni. proiezioni che aveva anche all’inizio, poi sono cambiate nel corso del tempo in base ai rinvenimenti. Noi abbiamo sempre lavorato in accordo e in armonia con il comune. Tutti gli enti hanno sempre collaborato e ci siamo sempre confrontati prima di aprire delle aree o altro. Abbiamo sempre informato il comune e ogni volta si sono concordate le modalità di intervento. Fermo restando che si tratta di un intervento di archeologia preventiva che rientra pienamente nell’ambito della tutela del patrimonio. Ed era un intervento programmato”.
Viterbo – Scavi in piazza del comune – Alessandra Spina
Le sepolture che avete ritrovato fanno parte di una necropoli medievale?
“Sì, si tratta di una necropoli medievale pertinente alla chiesa di Sant’Angelo in Spatha che viene fondata nell’XI secolo iniziando la sua attività. La necropoli è sicuramente la testimonianza dell’utilizzo della parte antistante alla chiesa come luogo di sepoltura. I risultati che stiamo cercando di ottenere con gli scavi riguardano anche il periodo di utilizzo. Stiamo quindi cercando di capire per quanto tempo quest’area è stata utilizzata per seppellire le persone”.
Quante tombe sono state ritrovate?
“Al momento 25, di cui 4 bambini. Tra loro anche un neonato”.
Ci potrebbero essere anche altre sepolture rispetto a quelle che sono state già trovate?
“L’area che abbiamo scavato l’abbiamo delimitata. Non solo perché c’è il problema logistico di non dover camminare sulle ossa, ma anche per pulirla, approfondirla e cercare di verificarne l’estensione. Ci sono pure elementi moderni come una canaletta che ha tagliato questa parte. In questo momento in cui stiamo parlando ci troviamo sopra una sostruzione, vale a dire un elemento che è stato probabilmente creato per rinforzare il terreno durante uno dei lavori di pavimentazione. In un’altra parte del cantiere è stato trovato un tubo che ha tagliato l’area. Noi non sappiamo se, proseguendo lo scavo, troveremo altre strutture o altre infrastrutture moderne legate o meno al ciclo delle acque chiare e scure che abbiamo già evidenziato durante la visita. Sicuramente dovremo ampliare l’area di scavo. Di questo il comune è stato già informato. Si tratta di un intervento che viene sempre effettuato in accordo con l’amministrazione. Ovviamente la soprintendenza ha la direzione scientifica. Quindi è la soprintendenza che decide il punto da approfondire o meno”.
Viterbo – Scavi in piazza del comune – La necropoli medievale
Ci dobbiamo aspettare degli scavi anche in altre aree del cantiere, oltre a quella delle sepolture?
“Ci saranno sicuramente altri scavi nell’area che va verso via Ascenzi”.
Gli scavi verranno messi a disposizione della cittadinanza?
“Sì. C’è infatti un progetto di laser scanner, dunque un’indagine non invasiva, che porterà a una riproduzione plastica di ciò che si vede ora. Altrimenti l’unico modo per rendere tutto questo permanentemente fruibile alla cittadinanza sarebbe stato lasciarlo aperto o coprirlo con dei vetri o altro. Tutte soluzioni che sono state già vagliate ma che non sono fattibili. Il laser scanner, unitamente ai rilievi, alla documentazione fotografica e alle foto che abbiamo fatto con il drone, permetterà di tradurre nel tempo l’immagine dello scavo come lo state vedendo”.
Viterbo – Scavi in piazza del comune – La necropoli medievale
Quali sono stati i ritrovamenti più rilevanti all’interno del cantiere?
“Tutte le strutture che abbiamo ritrovato sono rilevanti e una volta che finirà lo scavo sul terreno inizierà il lavoro in archivio. Questo per cercare di vedere se riusciamo a dargli un nome”.
L’impressione che vi siete fatti finora qual è?
“Potrebbe trattarsi di strutture appartenenti a edifici medievali che sono stati distrutti per ampliare la piazza. Demolizioni realizzare per far posto appunto a piazza del Comune e poi all’attuale via Cavour. Si tratta di strutture molto importanti perché in quest’area non sono mai stati fatti degli scavi stratigrafici. Siamo circondati da tracce di lavori effettuati nei decenni precedenti, ma nessuno aveva mai fatto uno scavo stratigrafico all’interno di quest’area”.
Potrebbero essere palazzi e case?
“Sì, potrebbero essere palazzi e case, strutture residenziali. Molto probabilmente. Nessuna torre. Ci sono molte fonti, e questa è una fortuna, che riportano varie demolizioni e distruzioni”.
Avete trovato altro?
“Sì, abbiamo trovato anche strutture legate all’irregimentazione delle acque. Quindi cavallette con tubature varie che sono state fatti nel corso dei secoli. C’è poi una fogna, un elemento moderno che collochiamo tra XVIII e XIX secolo”.
Daniele Camilli
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