Viterbo – (sil.co.) – Ex avvocato accusato di circonvenzione d’incapace, ieri a causa delle sue intemperanze l’imputato è stato allontanato dall’aula dai carabinieri che lo hanno fatto rientrare per il suo interrogatorio, quando ha annunciato la rinuncia alla prescrizione.
Presunta vittima un sessantenne che, secondo il perito che lo ha visitato nell’ambito di un altro procedimento, sarebbe affetto da un grave disturbo di personalità dipendente, che lo porterebbe a mettere in atto comportamenti di sottomissione e dipendenza esagerati e persistenti. Ieri sono stati ascoltati la moglie della parte offesa – parte civile con l’avvocato Simone Bernini -e infine c’è stato l’esame dell’ex avvocato, un ottantenne del capoluogo da anni radiato dall’albo.
Lo scorso 9 aprile si era tenuta l’audizione protetta della presunta vittima, cui l’imputato avrebbe sottratto i soldi del risarcimento per la morte della madre, deceduta in una clinica viterbese.
La parte offesa – sentita alla presenza dello psichiatra Carlo Magistri, del legale di parte civile Simone Bernini e dell’amministratore di sostegno Francesco De Matteis – non ha riconosciuto l’imputato, con cui avrebbe avuto rapporti una decina di anni fa.
Il sessantenne ha però ribadito più volte “mi ha chiesto come parcella il 50% del risarcimento”, pur non riuscendo a quantificare la somma e nemmeno se l’accordo sia stato preso prima o dopo la sentenza civile che gli ha riconosciuto 470mila euro di risarcimento dalla casa di cura per l’omicidio colposo della madre.
L’avvocato Bernini e il pm Massimiliano Siddi sono riusciti a far emergere che l’ex avvocato gli avrebbe chiesto 350mila euro, a fronte di 168mila euro percepiti. “Ma non glieli ho dati”, ha detto il sessantenne, che sarebbe stato anche sottoposto a pignoramento, nonostante abbia riferito davanti al giudice Jacopo Rocchi di avere ancora tutti i suoi beni.
Le lacune della testimonianza potrebbero essere compensate dalla produzione documentale di accusa e parte civile, a partire per l’appunto dalla perizia svolta nell’ambito di un altro procedimento.
Il processo riprenderà in autunno.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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