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Tribunale - L'imputato non avrebbe potuto recarsi a Marta e violentare la vittima

Bombe a casa della ex, l’investigatore privato della difesa: “Il 64enne bloccato a Viterbo dal maltempo”

di Silvana Cortignani
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Marta – Neve, ghiaccio, vento di buriana. Secondo l’investigatore privato nominato dal difensore Samuele De Santis, dal 25 al 28 febbraio 2018 non c’erano le condizioni meteorologiche per andare da Viterbo a Marta a violentare la ex, che quindi non avrebbe detto il vero.


Marta - La stazione dei carabinieri

Marta – La stazione dei carabinieri


È ripreso ieri davanti al collegio il processo al “bombarolo” di Marta, il 64enne viterbese A.B., che, oltre a piazzare ordigni esplosivi sul balcone della ex e a disegnare croci nere e grossi falli sulle mura sotto casa, avrebbe anche violentato la vittima mentre c’era il figlio in casa.

Titolare del fascicolo la pm Paola Conti, che ha chiesto all’investigatore dove avesse preso le notizie sul maltempo e le ordinanze prefettizie che avrebbero vietato la circolazione, sentendosi rispondere “sui social e i siti online”.  

“Al di là che vivo anche io a Viterbo e non ricordo nevicate di grande spessore a febbraio 2018, ma solitamente il transito è consentito con gomme termiche o catene”, ha commentato, scettica che il tempo potesse essere così brutto da impedire all’imputato, se lo avesse voluto, di recarsi in auto da Viterbo a  Marta.

Il 64enne è accusato di violenza sessuale e stalking. È finito agli arresti domiciliari col braccialetto il 16 maggio 2018 per avere piazzato degli ordigni esplosivi sotto casa della ex e avere imbrattato i muri della palazzina popolare di Marta dove vive la donna con croci e falli enormi disegnati con la vernice nera. Parte civile una 49enne di origine romena. 

All’udienza del 21 dicembre 2022 emerse che l’imputato, pochi giorni prima di essere arrestato, avrebbe sbeffeggiato la vittima, che lo aveva denunciato. Le avrebbe detto, aspettandola sotto casa, proprio davanti alle telecamere della vicina caserma dei carabinieri di Marta: “Tanto non crede nessuno alle c… che racconti”. Sarebbe successo un giorno in cui la vittima, a causa delle persecuzioni, era dovuta ricorrere alle cure dei sanitari dell’ospedale di Belcolle. Pochi giorni dopo è finito ai domiciliari.

Il processo è stato rinviato al 15 dicembre per discussione e sentenza.

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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4 novembre, 2025

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