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Marta - Sarà effettuato anche l'esame sull'eventuale Dna presente per verificare se è quello del 58enne arrestato a maggio

Falli e piazza bombe a casa della ex, ordigni al vaglio del Ris

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Carabinieri

Carabinieri

Marta – (sil.co) – Disegna falli e piazza bombe a casa della ex, ordigni al setaccio dal Ris di Roma. Sarà effettuato anche l’esame sullo scotch per scoprire se il Dna sulle eventuali tracce di saliva corrisponde a quello dell’indagato. 

Sotto la lente del reparto investigazioni scientifiche la pipe bomb, un tubo esplodente di fattura artigianale, sequestrata lo scorso 2 aprile a Marta, sul terrazzo di una donna originaria dell’est europeo perseguitata da mesi dall’italiano con cui aveva avuto una relazione sentimentale.  

L’inchiesta è quella per cui un viterbese di 58 anni è finito agli arresti domiciliari col braccialetto lo scorso maggio, con l’accusa di violenza sessuale e stalking, in seguito al ritrovamento, a gennaio 2017 e aprile 2018, di due ordigni artigianali sul balcone di un’abitazione di viale Trieste, nella zona delle case popolari, dove vive la ex convivente, una 45enne d’origine romena che lo ha più volte denunciato. 

L’uomo, nottetempo, si sarebbe anche recato sotto casa della ex, disegnando falli giganteschi e riempiendo le pareti di frasi ingiuriose. 

Nel caso delle bombe, la sezione dell’arma che svolge attività tecnico-scientifica nell’ambito delle indagini preliminari, oltre ad effettuare il test sull’esplosivo, dovrà effettuare anche l’esame biologico sul nastro adesivo strappato con i denti e le impronte digitali rilevate sui manufatti artigianali. 

Gli atti persecutori sarebbero cominciati nell’ottobre 2016 e proseguiti fino a maggio. 

Lo scorso 2 aprile l’intervento a Marta degli artificieri. Erano circa le otto e mezza del mattino quando, scattato l’allarme bomba, oltre ai carabinieri, i precipitarono sul posto anche gli esperti di esplosivi, sequestrando un oggetto artigianale, realizzato con delle batterie inserite in un tubo da cui uscivano dei fili, il quale però non avrebbe avuto capacità deflagrante.

Il 58enne, indagato anche per resistenza a pubblico ufficiale, minacce e danneggiamento, è finito ai domiciliari col braccialetto a maggio perché il susseguirsi degli eventi e i numerosi episodi persecutori, oltre alla vittima, hanno fortemente scosso anche la popolazione e destato allarme sociale nell’opinione pubblica del piccolo centro lacustre dove risiede la donna.

Nelle oltre cento pagine di ordinanza d’arresto i carabinieri del nucleo investigativo di Viterbo, della compagnia di Montefiascone e della stazione di Marta hanno ricostruito decine di episodi avvenuti in un anno e mezzo. 

Messaggi d’amore, seguiti da pesanti minacce di morte. Perché il 58enne non si sarebbe arreso alla fine della relazione. Stalking e aggressioni, che hanno fatto finire la donna anche al pronto soccorso, dove i medici hanno attivato il protocollo rosa per le vittime di violenza.  

Le pipe bomb, il 58enne avrebbe imparato a costruirle su internet. E una notte si sarebbe anche improvvisato writer, recandosi sotto casa della 45enne e riempiendo il muro di enormi falli e frasi ingiuriose. 


Articoli: Vuole tornare al lavoro l’uomo che ha messo due bombe a casa della ex – Piazza due bombe a casa della ex, arrestato – Trova un ordigno sul balcone di casa


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14 luglio, 2018

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