Mattatoio occupato ad Acquapendente, animalisti portati in questura
Acquapendente – Blitz animalista al mattatoio di Acquapendente, la maggior parte dei 34 attivisti per i quali la procura della repubblica di Viterbo ha chiesto il processo sono difesi dall’avvocato Gianluca Vitale del foro di Torino. Si tratta dello stesso legale che, a nome di giuristi e avvocati per la Palestina (GaP), nell’ambito dei presunti atti di pirateria contro la Flotilla, ha annunciato battaglia legale contro stato ebraico e governo italiano.
Il difensore – L’avvocato Gianluca Vitale del foro di Torino
I 34 attivisti di 269 Liberation Animale sono accusati in concorso di furto aggravato per avere portato via una ventina di agnelli nonché di resistenza a pubblico ufficiale, visto che prima di riuscire ad allontanarli dallo stabilimento le forze dell’ordine hanno impiegato ore. Il blitz, scattato attorno alle due della notte tra il 15 e il 16 aprile di quest’anno, ha bloccato le attività della Ilco, riprese solo alle 15, quando gli animalisti sono stati caricati su un pullman e portati in questura di Viterbo per l’identificazione. Titolare del fascicolo il pm Massimiliano Siddi.
Acquapendente – Blitz al mattatoio
Di età compresa tra i 21 e i 52 anni, si tratta di 14 uomini e 20 donne, 13 italiani e 21 tra francesi e tedeschi. Gli italiani sono 5 uomini e otto donne, nessuno dei quali viterbese. A parte una coppia di romani, una toscana e una siciliana, gli altri sono tutti settentrionali, delle province di Verona, Trieste, Varese, Pavia, Milano, Mantova e Venezia. Il più “anziano” è il 53enne, di Verona.
Video: Mattatoio occupato ad Acquapendente, animalisti portati a Viterbo – Gli animalisti incatenati all’interno del mattatoio
Pronto a costituirsi parte civile per sé e per i danni allo stabilimento l’imprenditore Piero Camilli, assistito dagli avvocati Enrico Valentini e Angelo Di Silvio. Tra i difensori, oltre a Vitale, gli avvocati Andrea Di Pietro e Paola Bevere del foro di Roma, quindi Tania Cesarini, Daniele Nobili, Vittoria Mezzetti, Maria Cristina Pepe, Domenico Gorziglia e Patrizia Falsino del foro di Viterbo.
Acquapendente – Blitz al mattatoio
Nel decreto di citazione diretta a giudizio si parla di “disegno criminoso” e “violenza sulle cose”, introducendosi “nottetempo e con volti travisati” nello stabilimento Ilco di Acquapendente, “all’interno del quale si appropriavano di diversi capi ovini”, sottraendoli al titolare dell’industria e “incatenandosi nella parte dello stabilimento destinata a catena di macellazione, interrompevano l’attività dell’azienda per diverse ore, rivendicando l’appartenenza all’associazione ‘269 Liberation Animale'”.
Sono inoltre accusati, sempre in concorso, di avere opposto “una persistente resistenza passiva, tanto che gli operatori dovevano ricorrere all’ausilio dei vigili del fuoco al fine di rimuovere la loro presenza in loco e liberare lo stabilimento per ripristinare il normale svolgimento dell’attività produttiva, che riprendeva soltanto intorno alle successive ore 15″.
Udienza predibattimentale il prossimo autunno.
Silvana Cortignani
Acquapendente – Blitz al mattatoio
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY