Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tribunale - Operazione Fai da te - Di notte scassinavano self service, di giorno spacciavano - Caduta l'associazione per delinquere, processo finito per undici imputati arrestati oltre dieci anni fa

Banda del frullino addio, nasi finti e parrucche cancellati dalla prescrizione

Condividi la notizia:

Viterbo – (sil.co.) – Addio alla banda del frullino che assaltava i self service con parrucche e nasi finti. Caduta l’aggravante dell’associazione per delinquere, lunedì il collegio ha dichiarato prescritto il processo a undici imputati. Undici anni dopo il maxiblitz dell’operazione Fai da te, che il 28 maggio 2015 pose fine a un giro di spaccio fuori scuola e furti con scasso ai distributori. 


Operazione Fai da te

Operazione Fai da te


 Colpo di spugna per undici imputati di età compresa oggi tra i 30 e i 51 anni, quattro viterbesi, gli altri sette di varie nazionalità. Sono gli undici dei diciassette arrestati nell’operazione per i quali il processo era entrato nel vivo il 20 gennaio 2020 con la testimonianza di due benzinai, un 41enne di Montefiascone e una 47enne di Vetralla.

Una banda di pasticcioni, cui viene imputato un colpo andato male a Montefiascone, il 16 novembre 2014, perché i carabinieri si sono accorti delle scintille mentre di notte segavano la colonnina self service del distributore costringendoli a darsi alla fuga. E un altro colpo finito male sull’Aurelia bis, a Vetralla, il 3 dicembre di undici anni fa, perché, sempre mentre gli davano di frullino, è saltato l’impianto elettrico mandando in tilt la corrente in tutta l’area di servizio.  


Operazione Fai da te

Operazione Fai da te


Nasi finti e parrucche per sfuggire alla videosorveglianza. Il covo della banda sarebbe stato un magazzino nelle campagne tra Viterbo e Montefiascone. Lì i banditi avrebbero nascosto gli arnesi da scasso, nasi finti e parrucche per sfuggire alla videosorveglianza. Lì avrebbero diviso il bottino. Prima dei colpi si sarebbero drogati. È il collegamento che avrebbe permesso agli investigatori di scoprire il filone dello spaccio agli studenti.

In manette finirono undici presunti spacciatori e sei specialisti del furto, accusati anche di associazione per delinquere. Nel corso del blitz furono sequestrate 50 dosi di hashish e marijuana destinate agli studenti delle superiori. Obiettivo baby assuntori ancora minorenni, che avrebbero introdotto la droga a scuola. Ganci insospettabili le fidanzatine degli stessi pusher, mentre (letteralmente) piazze di spaccio erano piazza San Faustino, della Rocca e del Teatro.  


Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Condividi la notizia:
11 febbraio, 2026

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/tramonto-sul-lago/