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Femminicidio di Barbarano Romano - Gli inquirenti continuano ad indagare sulla vita del reo confesso e su quella della vittima per capire il movente - Domani l'autopsia sul corpo martoriato dalle coltellate

Al setaccio il passato della coppia

di Francesca Buzzi
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La porta d'entrata dell'abitazione

La porta d’entrata dell’abitazione 

Il corpo della 52enne portato via dalla casa

Il corpo della 52enne portato via dalla casa 

I carabinieri della scientifica sul luogo del delitto

I carabinieri della scientifica sul luogo del delitto 

La casa di via IV Novembre a Barbarano Romano

La casa di via IV Novembre a Barbarano Romano 

Il comandante della compagnia di Ronciglione Carlo Scotti

Il comandante della compagnia di Ronciglione Carlo Scotti 

C’è già un reo confesso per l’omicidio di Anna Maria Cultrera. C’è stato fin da subito, ma questo agli inquirenti non può bastare.

I militari della compagnia di Ronciglione, coordinati dal capitano Carlo Scotti, continuano a lavorare senza sosta affinché di quella terribile vicenda, culminata la notte tra venerdì e sabato con l’uccisione a coltellate di Anna Maria Cultrera, venga svelato ogni minimo particolare (fotocronaca: La casa del feroce delitto – Donna uccisa a coltellate – Il presunto omicida interrogato e poi portato in carcere – video: Un vicino: “Una coppia tranquilla” – L’arrestato interrogato a Ronciglione). 

Ai carabinieri non basta che Antonio Matuozzo, ex parrucchiere 65enne di origini napoletane, abbia chiamato dopo pochissime ore il 112 per raccontare di aver accoltellato la sua donna, 61enne impiegata delle poste in pensione, per poi consegnarsi spontaneamente.

E non basta nemmeno che lui, sia durante il primo interrogatorio di fronte al pm Tucci, che nel secondo con il gip Marinelli, abbia ripercorso con tranquillità i gesti atroci e folli che lo avrebbero guidato quella notte.

Gli inquirenti ora vogliono scavare nel passato di entrambi, della vittima e del suo carnefice, per capire i motivi che hanno portato la loro storia d’amore a un epilogo così tragico.

La prima cosa che è saltata agli occhi dei carabinieri, già dall’alba di sabato, è il precedente di polizia di Antonio Matuozzo per reati di molestie sessuali su bambini di appena cinque anni. Fatti che pare si riferiscano ad alcuni anni fa, ma che non saranno ben ricostruiti e chiariti finché non arriverà tra le mani degli investigatori il fascicolo completo di quella vicenda.

Per avere un quadro chiaro è necessario anche l’aiuto dei parenti di Antonio Matuozzo e di Anna Maria Cultrera. Tutti, in particolare quelli della vittima, saranno presto ascoltati dagli inquirenti con estrema cautela, d’obbligo in situazioni di questo tipo. E’ evidente che i familiari della vittima sono tutti molto provati e sconvolti dal terribile omicidio della donna.

Molti di loro non abitano nel Viterbese e stanno arrivando in queste ore dalla Lombardia, anche per essere presenti mercoledì mattina, quando sarà svolta l’autopsia sul corpo di Anna Maria Cultrera. Solo in seguito al lavoro del perito sarà possibile definire con più precisione l’ora del decesso e il numero dei colpi di coltello inflitti alla 61enne.

Resta per ora blindato l’appartamento al civico 23 di via IV Novembre a Barbarano Romano. Subito dopo che i carabinieri vi entrarono la notte tra venerdì e sabato in seguito alla chiamata di Antonio Matuozzo per arrestare l’uomo e trasportare il cadavere della vittima all’ospedale di Viterbo, a quella casa sono stati apposti i sigilli e nulla è stato più toccato. Una procedura necessaria a non inquinare la scena del delitto, almeno fino allo svolgimento dell’esame autoptico sul corpo di Anna Maria, martoriato dalle coltellate.

Un lavoro accurato e studiato nei minimi dettagli, quello degli uomini del capitano Scotti, dove nulla è lasciato al caso. Soltanto scoprendo tutti i pezzi che compongono il puzzle della vita della coppia si potrà, infatti, capire se c’è stata o meno una premeditazione. E, se sì, da quando e per quali ragioni.

Quanto ad Antonio Matuozzo il suo comportamento non è mai cambiato molto nel corso di questi tre giorni. L’uomo non avrebbe avuto nessun crollo psicologico e si è sempre dimostrato abbastanza collaborativo con gli inquirenti. Soltanto ieri, durante l’interrogatorio in carcere durato appena mezzora, pare non abbia nascosto un atteggiamento infastidito e contrariato nel rispondere alle domande del gip Franca Marinelli.

Francesca Buzzi

 

 

 


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15 ottobre, 2013

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