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Tribunale - Si aggrava la posizione dell'automobilista tornato sul luogo dello schianto dopo due ore - Per la difesa, pensava di avere investito un cinghiale

Centauro morto sulla Cimina, automobilista davanti al collegio per omicidio stradale aggravato

di Silvana Cortignani
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Civita Castellana – Centauro morto sulla Cimina, si aggrava la posizione del conducente del fuoristrada che nell’estate di quattro anni fa ha investito e ucciso il medico 31enne Federico Spettich. L’automobilista sarà processato davanti al collegio per omicidio stradale aggravato dalla fuga. Per la difesa, se ne era andato tornando solo dopo due ore perché pensava di avere investito un cinghiale. Finora nessun processo per uno schianto mortale era finito davanti ai giudici del collegio del tribunale di Viterbo. 


Mortale sulla Cimina - Nel riquadro: Federico Spettich

Mortale sulla Cimina – Nel riquadro: Federico Spettich


Colpo di scena ieri mattina davanti al giudice monocratico Carol Ruggiero che – unificando su richiesta della famiglia i due distinti procedimenti penali scaturiti dalla morte del medico 31enne di Civita Castellana Federico Spettich – ha rinviato gli atti al presidente del tribunale perché, con la contestazione dell’aggravante della fuga, il processo dovrà essere celebrato davanti al collegio. Da stabilire la data di inizio del processo.

Lo scorso 8 settembre sono stati gli stessi genitori della vittima, Guido e Luigina, a raccontare a Tusciaweb il calvario giudiziario seguito all’incidente, chiuso solo nel 2025 col rinvio a giudizio per omicidio stradale da parte del gup Giovanna Camillo del conducente del fuoristrada Nissan X-Trail che poco prima di mezzogiorni del 22 agosto 2022 ha investito Federico Spettich all’altezza del chilometro 6 della Cimina, per poi lasciare la macchina incidentata sul posto e andarsene.

Il conducente, difeso dagli avvocati Corrado Cocchi e Giovanni Bartoletti,  si è allontanato tornando sul posto dopo un paio d’ore con la moglie, per recuperare la vettura ferma sul ciglio della strada, sostenendo di avere creduto si trattasse di un cinghiale. “Il rinvio a giudizio per omicidio stradale è arrivato dopo tre richieste di archiviazione cui si è opposta la famiglia e dopo tre richieste di patteggiamento negate, due dal gip e una dal gup il giorno del rinvio a giudizio”, ricorda l’avvocato di parte civile Paola Grimaldi.


Tribunale - I familiari di Federico Spettich

Tribunale – I familiari di Federico Spettich


Secondo il consulente tecnico del pm, Federico è stato scaraventato e sarebbe forse sopravvissuto per lucida agonia. ma non è stato riconosciuto il reato di omissione di soccorso. Federico Spettich a 31 anni aveva due lauree, lavorava e sosteneva anche la famiglia, aveva appena ottenuto un incarico prestigioso e a Viterbo era venuto in moto a vedere una macchina da comprare. Quando sono arrivati i soccorritori il cadavere era vicino al fuoristrada.

L’imputato ha detto di essere sceso a piedi lungo la Cimina, ma le telecamere della caserma non lo hanno ripreso. Si sa solo che è stato via due ore prima di tornare. Ciononostante la procura non ha chiesto l’imputazione per omissione di soccorso, che secondo i familiari, che a settembre hanno organizzato un sit in fuori del tribunale, doveva invece essere un’ulteriore aggravante. Aggravante che la famiglia si riserva di chiedere al collegio che venga contestata. 

Silvana Cortignani


Video: Mortale sulla Cimina


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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26 febbraio, 2026

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