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Viterbo - Era sottoposto al divieto dopo la denuncia per stalking, da cui è stato prosciolto a luglio - A processo per lesioni il genero

Assolto il nonno picchiato fuori scuola e arrestato a un funerale, non voleva avvicinare la figlia

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Viterbo – (sil.co.) – Padre assolto in appello dall’accusa di avere violato il divieto di avvicinamento alla figlia in occasione di un funerale a Roma, cui ha preso parte con la moglie e a cui era presente tutta la famiglia. Era il mese di settembre del 2024, il braccialetto si mise a suonare e l’anziano – un ex ferroviere sposato con una hostess di volo – fu arrestato dai carabinieri nella chiesa del Verano, davanti a tutte le persone intervenute alle esequie di un’amica di famiglia nonché testimone delle sue nozze. 


Carabinieri - Immagine di repertorio

Carabinieri – Immagine di repertorio


È il nonno viterbese di 77 anni, difeso dall’avvocato Remigio Sicilia, che il 23 novembre 2023 sarebbe stato aggredito dal genero mentre era in auto fuori della scuola della Pila frequentata dai nipoti e poi denunciato  dalla figlia per stalking, motivo della misura cautelare rafforzata dal braccialetto cui era sottoposto .

Dall’accusa di stalking ai danni della figlia il 77enne è stato prosciolto in primo grado il 10 luglio dell’anno scorso. Il genero nel frattempo è finito a processo per lesioni davanti al giudice di pace, che a luglio, anche se la qualità delle immagini sarebbe scarsa, visionerà in aula il filmato dell’accaduto.

Tornando al funerale, il 77enne lo scorso 19 novembre è stato condannato a quattro mesi dal tribunale di Roma, nonostante il pm avesse chiesto l’assoluzione.  La difesa ha però, invocando lo “stato di necessità”, ha presentato ricorso davanti alla corte d’appello di Roma, che lo scorso 18 marzo ha assolto l’imputato in secondo grado. 

“Il mio assistito – spiega l’avvocato Sicilia – non pensava che la figlia e il genero avrebbero preso parte alle esequie, dove so è recato con la moglie, nonostante il caldo insopportabile, i problemi alla vista e la stampella per un intervento che aveva subito”.

“Quando ha visto che c’era anche la figlia non voleva entrare in chiesa, come confermato dalla moglie. Avrebbe voluto mettersi in macchina, ma era rimasto indietro e le chiavi erano nella borsa della donna. Inoltre, anche volendo andare via, non era in grado di guidare. Nel frattempo il braccialetto si è messo a suonare ed è stato arrestato davanti a tutti. Adesso la corte d’appello gli ha reso giustizia”. 

Come detto, riprenderà a luglio il processo per lesioni al genero. 


Articoli: Nonno picchiato fuori scuola dei nipoti assolto dall’accusa di stalking – Nonno denunciato da figlia e genero: “Sono stato arrestato a un funerale” – Nonno colpito al volto mentre aspetta il nipote a scuola, l’aggressore era un parente – “Un pugno in pieno volto, ho rischiato sia la vita che la vista”


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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3 maggio, 2026

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