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Viterbo – La petizione contro la decisione della sindaca Chiara Frontini, che guadagna quasi 10mila euro lordi al mese, sarà depositata venerdì mattina al protocollo del comune – I cittadini chiedono marciapiedi, parcheggi e sicurezza per le persone più fragili per i quali non c'è nessun rispetto - VIDEO

Cordoli in via della Pila e via Sabotino, raccolte oltre 180 firme: “Anziani e disabili non riescono più a muoversi”

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Viterbo – Oltre 180 firme in due giorni contro i cordoli gialli in via della Pila e via Sabotino. La protesta dei cittadini, dopo le prime segnalazioni e la petizione avviata nei negozi di via della Pila, via Monte Bianco e via Carlo Cattaneo, arriva ora a un nuovo passaggio.

“Venerdì mattina abbiamo intenzione di depositarle al protocollo del comune”, spiega un residente.

La raccolta firme è rivolta alla sindaca Chiara Frontini, all’assessore alla Viabilità e Polizia locale e al consiglio comunale. Al centro della contestazione ci sono la pista ciclabile, il restringimento della carreggiata, i cordoli, la mancanza di parcheggi e le difficoltà per pedoni, anziani, persone diversamente abili, cittadini fragili, esercenti e famiglie.

Nel documento della petizione, l’oggetto è la “modifica della viabilità in via della Pila n.2”. I cittadini chiedono di “togliere il tratto di pista ciclabile inutilizzato e inutilizzabile”, perché privo di continuità e collegamento con il resto della pista, e di creare marciapiedi e parcheggi per rendere la viabilità “fluida ed accessibile ai cittadini”.

Viterbo - I cordoli della pista ciclabile in via della Pila

Viterbo – I cordoli della pista ciclabile in via della Pila


Il testo della raccolta firme parla di una “pista ciclabile inutile in quanto priva di fruizione” e “priva di alcun senso motorio non avendo né inizio né fine”. I firmatari contestano anche il posizionamento di “enormi cordoli” che, secondo la petizione, hanno ristretto la strada fino a rendere “sostanzialmente impossibile la viabilità”.

Ma il punto più grave, per chi protesta, riguarda proprio le persone più fragili. Nel documento viene scritto che il tratto di strada è privo di marciapiedi. I pedoni, quindi, sono costretti a camminare sulla carreggiata: “da una parte c’è la pista ciclabile, deputata alle biciclette, e dall’altra non c’è nulla”.

Una condizione che diventa ancora più pesante per anziani, persone diversamente abili e cittadini con difficoltà motorie. La petizione sottolinea che “la zona è abitata da moltissime persone anziane” e che, in questa situazione, molte di loro “non possono uscire”.


La protesta, intanto, cresce. “L’assurda storia dei cordoli di via della Pila e della pista ciclabile priva di senso, in quanto non ha né inizio né fine, è diventata di pubblico dominio”, dice un residente. Il riferimento è anche alla difficoltà per persone anziane o diversamente abili di circolare in via della Pila.

Il residente richiama poi la situazione di un’attività commerciale della zona, “circondata dalla pista ciclabile”, che secondo la protesta non sarebbe percorribile dai pedoni perché riservata alle biciclette, come indicato dal cartello posto all’incrocio con via Sabotino.

“La realizzazione della pista ciclabile e dei cordoli – prosegue il residente – ha ulteriormente reso difficile la vita quotidiana della via, arrecando gravissimi danni agli esercenti, che, soprattutto nei confronti delle persone anziane o diversamente abili, hanno un’importanza fondamentale”.


Il tema dei negozi, infatti, viene legato direttamente ai cittadini fragili. Le attività di vicinato rappresentano un servizio essenziale per chi non ha l’automobile, per gli anziani e per le persone che hanno più difficoltà a spostarsi. Nel testo della petizione si legge che le attività commerciali di vicinato sono utili “soprattutto agli anziani che sono privi di automobile” e che rischiano di essere penalizzate “vista l’assenza di parcheggi e la difficile/impossibile viabilità”.

Uno dei passaggi più contestati riguarda anche la presenza della polizia locale. “L’unica novità – dice ancora il residente – è stato il posizionamento, per l’intero giorno, di una pattuglia della polizia locale, dedita a controllare che non venissero parcheggiate le automobili in una zona da sempre dedicata a tale funzione”.

Secondo il cittadino, in quell’area c’erano anche spazi importanti per la vita quotidiana della strada: “Tra cui un posto per i diversamente abili e per lo scarico della merce, indispensabile per gli esercenti”.

I cittadini richiamano proprio la sicurezza stradale e la tutela della salute come punti centrali della petizione. Nel documento si legge che “la sicurezza stradale e la tutela della salute dei cittadini rappresentano una priorità assoluta per l’amministrazione comunale”. I firmatari sostengono inoltre che gli interventi richiesti non comportino uno “stravolgimento strutturale”, ma rappresentino una soluzione “efficace e sostenibile” per migliorare la qualità della vita del quartiere.

Il residente tiene a precisare che la protesta non ha una bandiera politica. “Gli atti di protesta civile messi in atto dalla popolazione, così come la raccolta di firme, ormai numerose e che verranno presentate al sindaco, non hanno una targa politica – spiega -. Sono la rappresentazione della richiesta di partecipazione dei cittadini alle decisioni che incidono nella loro vita quotidiana”.

La critica è rivolta al metodo. “La richiesta a questa giunta, ma anche alle prossime – aggiunge il residente -, è di consentire, nelle modalità più consone, che certe decisioni non piovano dall’alto in modo sconsiderato, ma che coinvolgano i cittadini”.

Viterbo - I cordoli della pista ciclabile in via della Pila

Viterbo – I cordoli della pista ciclabile in via della Pila


Nel mirino, quindi, non c’è solo il singolo intervento, ma il modo in cui sarebbe stato deciso. “Mi permetto di dire – continua – che la presenza di un esponente della giunta comunale che colloquiasse con gli esercenti e con i residenti sarebbe stato un bel segno di democrazia e di rispetto delle persone, molte delle quali hanno probabilmente votato l’attuale sindaco”.

Poi la chiusura più dura: “In realtà vi è stato un silenzio assordante”.

La richiesta alla sindaca Frontini, all’assessore alla Viabilità e Polizia locale e al consiglio comunale è precisa: intervenire “nel più breve tempo possibile” per modificare la viabilità nella zona indicata. La petizione chiede di rimuovere il tratto di pista ciclabile considerato inutilizzato e inutilizzabile e di creare marciapiedi e parcheggi.

Il seguito della protesta è già fissato. Venerdì mattina le firme raccolte dovrebbero essere consegnate al protocollo del comune. Da quel momento, i cittadini attendono una risposta dall’amministrazione Frontini.

Alla base resta la richiesta già avanzata nei giorni scorsi: rimuovere il tratto di pista ciclabile considerato inutilizzato e inutilizzabile, creare marciapiedi, recuperare parcheggi e restituire sicurezza e accessibilità a via della Pila, via Sabotino e alle strade vicine. Soprattutto per chi, tra anziani, disabili e cittadini fragili, oggi rischia di essere tagliato fuori dalla vita quotidiana della strada.

La critica all’amministrazione guidata da Chiara Frontini, che guadagna quasi 10mila euro lordi al mese sulle spalle dei cittadini, è pesante. I cittadini contestano una scelta che giudicano calata dall’alto, senza confronto preventivo con chi vive e lavora nella zona. Contestano una pista ciclabile definita inutile, senza inizio né fine, e cordoli che avrebbero peggiorato la viabilità invece di migliorarla.

Viterbo - I cordoli in via della Pila - Il divieto di sosta

Viterbo – I cordoli in via della Pila – Il divieto di sosta


La giunta viene accusata di non avere valutato le conseguenze pratiche dell’intervento: carreggiata più stretta, pedoni senza marciapiedi, anziani più isolati, disabili in difficoltà, attività commerciali penalizzate, parcheggi ridotti, scarico merci complicato e famiglie costrette a cercare soluzioni alternative.

A pesare, secondo i cittadini, è anche l’assenza di una risposta politica. Dopo le proteste, le firme e le segnalazioni, si attendevano almeno un sopralluogo, un confronto con esercenti e cittadini o una presa di posizione pubblica. Invece, denunciano, l’unica presenza visibile sarebbe stata quella della polizia locale per controllare la sosta.

Per chi protesta, il caso dei cordoli in via della Pila e via Sabotino diventa così il simbolo di un modo di amministrare considerato distante dalla vita reale della città. Un metodo fatto di decisioni prese senza ascolto, interventi giudicati per prova ed errore e conseguenze scaricate sulla pelle dei cittadini.


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20 maggio, 2026

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