Viterbo – (sil.co.) – Ha picchiato un papà senegalese in centro dandogli dello “sporco negro”, ventenne viterbese condannato a un anno e cinque mesi con la condizionale per lesioni con l’aggravante dell’odio razziale. Movente: “Non voleva che negri di merda giocassero al pallone al Sacrario”. Tra i bambini, il figlioletto cui è stato bucato per dispetto il pallone.
Viterbo – Intervento della polizia al Sacrario
Il processo si è conluso ieri davanti al giudice Carol Ruggiero. L’imputato è difeso dall’avvocato Luigi Mancini. La vittima, un 43enne che ne ha avuto per trenta giorni, cui è stato riconosciuto il diritto al risarcimento, si è costituita parte civile con l’avvocato Carlo Mezzetti.
Il ventenne italiano è l’unico identificato del branco che avrebbe brutalmente aggredito al Sacrario, nel pomeriggio del 5 maggio 2022, il papà senegalese che aveva ripreso la baby-gang un paio di settimane prima perché avevano bucato il pallone al figlioletto dandogli dello “sporco negro”.
Persona offesa Khadime Niang, un operaio che lavora da anni a Viterbo, dal carattere mite, benvoluto da tutti, noto in città col soprannome di Bamba, insultato con frasi a sfondo razzista, come “figlio di troia” e “negro del cazzo”, confermate una a una davanti al giudice all’udienza dello scorso 25 giugno.
“Non conoscevo l’imputato, è l’unico che ho riconosciuto dalle foto”, ha riferito in tribunale, confermando il riconoscimento in aula. Poi quel movente che avrebbe scatenato l’agguato: “Mi ha detto di avere bucato il pallone di mio figlio, un bambino, perché non voleva che negri di merda giocassero al pallone al Sacrario”.
L’avvocato di parte civole Carlo Mezzetti
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY