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Viterbo – Questa mattina dalle 9 alle 11 la protesta di esercenti e residenti - I cittadini citano il caso Bologna: “Un’amministrazione può anche tornare indietro” - La sindaca Frontini, che incassa quasi 10 mila euro lordi al mese, avrà il coraggio politico di incontrare i residenti?

“Basta decisioni a senso unico”, oggi sit-in in via della Pila

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Viterbo - La pista ciclabile alla Pila

Viterbo – La pista ciclabile alla Pila

Viterbo – “Basta decisioni a senso unico”, oggi sit-in in via della Pila.

Questa mattina, dalle 9 alle 11, residenti ed esercenti tornano in strada per il sit-in in via della Pila. Al centro della protesta ci sono il senso unico, i cordoli, la pista ciclabile e il metodo seguito dall’amministrazione comunale.

“Basta decisioni a senso unico” è il messaggio scelto per la mobilitazione. Durante l’iniziativa sarà possibile anche firmare la petizione.

I promotori chiedono un confronto con il comune e rilanciano una domanda alla sindaca Chiara Frontini, che guadagna quasi diecimila euro mensili lordi pagati dai cittadini: questa mattina si presenterà in via della Pila per ascoltare residenti ed esercenti? Certo una sindaca, che si dice civica e che è ben pagata, dovrebbe essere presente per correttezza politica e onestà intellettuale. Si vedrà quanto coraggio politico ha la sindaca. Dei don Abbondio politici non se ne può più.

Alcuni residenti citano il caso di Bologna come esempio da seguire. “Un esempio di amministrazione che si assume la responsabilità anche di tornare indietro sulle proprie decisioni dopo aver ascoltato la cittadinanza. Al contrario della sindaca Chiara Frontili che alla Pila non si è fatta neppure vedere”.

Il riferimento è a una pista ciclabile realizzata nel capoluogo emiliano. “Bologna, città completamente in pianura, con una lunga tradizione di utilizzo della bicicletta per gli spostamenti, ha, nel programma dell’amministrazione comunale, la realizzazione di una pista ciclabile. Un tratto della stessa risulta poco funzionale rispetto alla complessiva viabilità, i cittadini protestano in quanto l’iniziativa non appare funzionale e comunque pericolosa visto il restringimento della carreggiata stradale”.

Secondo i residenti, in quel caso si sarebbe aperto un confronto. “È quindi iniziato un civile confronto. La giunta comunale prende atto delle argomentazioni dei cittadini e assume una decisione intelligente”.

Nel testo diffuso dai residenti viene riportato anche uno stralcio di un articolo di una testata online bolognese: “È durata poco la pista ciclabile intorno alla rotatoria Malaguti, in via Tadolini nel quartiere Barca. Nei giorni scorsi sono iniziati i lavori per rimuovere il tratto di ciclovia protetto da un cordolo, costruito tra febbraio e marzo e non ancora collaudato”.

La ragione indicata riguarda gli effetti sulla circolazione. “Il motivo sarebbe attribuibile al fatto che la corsia riservata alle bici aveva causato un restringimento dello spazio a disposizione degli automobilisti, causando un ingorgo all’altezza dell’accesso all’Asse attrezzato, una delle principali arterie stradali usate per accedere alla Tangenziale e all’Autostrada”.

Da qui il parallelo con via della Pila e la domanda rivolta all’amministrazione Frontini. “Forse è un esempio da seguire, sia per il caso specifico sia, più in generale, per la modalità di affrontare i temi che impattano sulla vita quotidiana della città…? La domanda è posta all’amministrazione Frontini”.

Il sit-in di questa mattina segue l’appello già diffuso dai promotori. “Basta decisioni a senso unico! Invitiamo esercenti, residenti, cittadini e tutte le persone interessate a partecipare al sit-in in via della Pila, che si terrà giovedì 28 maggio, dalle ore 9 alle 11. Durante l’iniziativa sarà possibile anche firmare la nostra petizione”.

I promotori contestano la soluzione del senso unico con il ripristino degli stalli e chiedono di riaprire il confronto. Secondo residenti ed esercenti, la scelta continua a essere lesiva per il quartiere e non tiene conto delle esigenze di chi vive e lavora nella zona.

Per questo chiedono una pausa di riflessione e un confronto. “Ci auguriamo che questo tempo preso possa servire a una riflessione e a un confronto per giungere a una soluzione condivisa tra esercenti, residenti e amministrazione”.

I promotori indicano anche una proposta alternativa: rimuovere i cordoli e la pista ciclabile “così eseguita”, prevedere un percorso stradale condiviso auto-bici, come già avviene nel tratto successivo, e proseguire il marciapiede tra via Sabotino e via della Pila.

Secondo residenti ed esercenti, questa soluzione permetterebbe di mantenere il doppio senso di marcia, conservare gli stalli davanti alle attività e il parcheggio per disabili, e realizzare un collegamento pedonale tra via Sabotino e via della Pila.


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27 maggio, 2026

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